AIDA ALL’ARENA DI VERONA: Maria José Siri e Giovanna Casolla grandi protagoniste

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©Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

L’Arena di Verona e Aida, un binomio magico che richiama ancora il pubblico, che però nella serata di ieri è sembrato non rispondere, visti i tanti buchi vuoti, probabilmente per la serata post-ferragostana. Male hanno fatto, vista la presenza di due brillanti nomi del panorama operistico: la stella del momento, Maria José Siri e la gloriosa Giovanna Casolla.

Lo spettacolo di Gianfranco de Bosio, costruito sulla leggendaria Aida del 1913, continua a dare all’opera verdiana autenticità e bellezza visiva, coadiuvato dalle eleganti coreografie di Susanna Egri, eseguite da Petra Conti, Alessia Gelmetti, Davit Galstyan e Alberto Ballester.

Ottima la direzione di Andrea Battistoni, bravissimo nel mantenere gli equilibri sonori con il palcoscenico, alternando con grande maestria la grandiosità, all’estenuante lirismo di Aida. L’orchestra segue alla perfezione le sue indicazioni e suona con notevole bellezza di suono. Ancora lodi al coro, diretto da Vito Lombardi.

Aida_FotoEnnevi_160817_320_20170816Tamta Tarieli era la sacerdotessa. Bravissimo nei panni del messaggero Paolo Antognetti. Non sempre a fuoco George Andguladze (Il Re), mentre Deyan Vatchkov è un Ramfis di buon spessore.

Amonasro è un ruolo breve, ma difficile e non poco insidioso. Carlos Almaguer veste questi panni alla perfezione, grazie a doti vocali fuori dal comune, bellissimo timbro, volume imponente e fraseggio scolpito. Lo stupendo nitore del fraseggio verdiano si aggiunge ad una dizione e ad una chiarezza di emissione perfetta.

Walter Fraccaro è un Radames solido, che gestisce senza problemi il ruolo e la sua tessitura, svettando soprattutto nel registro acuto. Quello che manca a questo condottiero è tuttavia il fascino dell’eroe e la dolcezza dell’innamorato, risultando un po’ monotono nella definizione interpretativa del personaggio.

Aida_FotoEnnevi_160817_244_20170816La parola giusta per definire Giovanna Casolla è storica. Si tratta di una cantante e di un’interprete che è entrata di diritto nella storia del teatro musicale. Questa Amneris è l’ennesima dimostrazione di come una tecnica di ferro e un magnetismo scenico concorrano alla nascita di una creatura musicale e teatrale unica. Giovanna Casolla gestisce il ruolo con il suo temperamento, toccando l’apice nella scena del giudizio, sentita e sofferta. Regale, imponente e travolgente.

Maria José Siri è un’Aida che si impone per la rigogliosità dei mezzi e per l’energia teatrale. La sua è un’Aida per nulla passiva e piangente, è una protagonista mediterranea, reattiva agli stimoli drammatici e piena di coraggio. Vocalmente è molto solida, soprattutto nei momenti più concitati, come i duetti con gli altri protagonisti, e svettante nei concertati.

Alla fine un grandissimo successo.

Francesco Lodola

Foto Ennevi per Gentile concessione Fondazione Arena di Verona

Verona, 16 agosto 2017

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