AI PIEDI DEL SOMMO SACERDOTE: ESA-PEKKA SALONEN E LA PHILARMONIA ORCHESTRA AL SETTEMBRE DELL’ACCADEMIA

21931661_1585932404783432_169222185_o.jpgL’Accademia Filarmonica di Verona ha raggiunto l’apice con il concerto di ieri sera del suo Settembre. Orchestra ospite la Philarmonia Orchestra di Londra, una delle migliori al mondo, sotto la guida del suo direttore musicale, Esa-Pekka Salonen. Philarmonia Orchestra si è distinta in questi anni per la ricerca del tutto pionieristica del repertorio e la creazione di progetti avveniristici che legavano la musica alla tecnologia. Lo stesso Salonen è in prima linea nel proporre iniziative innovative. Lo stesso programma della serata veronese rifletteva l’ecletticità di questa compagine orchestrale. Si iniziava con “La mort de Mélisande” da “Pelleas et Melisande” Op.46, Suite per il dramma di Maurice Maeterlinck di Jean Sibelius, per poi proseguire con la Sinfonia n.6 in re minore Op.104 dello stesso autore. Nella seconda parte Ludwig van Beethoven e la Sinfonia n.3 in mi bemolle maggiore Op.55 “Eroica”. Cosa lega Sibelius e Beethoven? Li lega una ricerca coloristica e una malinconia, che in Beethoven diventa trionfalismo drammatico, mentre in Sibelius diventa il male di vivere novecentesco. 21895214_1585932354783437_1613639711_o.jpgLa domanda che molti in sala si ponevano è come avrebbe retto l’orchestra al passaggio da Sibelius e Beethoven. Questi problemi non esistono per la Philarmonia Orchestra che raggiunge praticamente la perfezione, grazie a nitidezza di suono e precisione assoluta. Incredibile la capacità di variazione dinamica, con una paletta di colorazioni pressoché infinita. Assolutamente straordinaria. Esa-Pekka Salonen appare come il sacerdote della perfezione, che con il suo gesto aereo raggiunge vertici di poesia, direi insuperabili. Un Dio a cui le note si piegano al volere, e escono dalle sue mani come se risuonassero per la prima volta nell’universo. Di più non si può dire, perché è difficile scrivere di sensazioni così profonde, che fanno commuovere. Alla fine un trionfo, e un bis altrettanto straordinario, le Valse Triste Op.44 n.1 di Sibelius.

Francesco Lodola

Verona, 20 settembre 2017

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