Krylov- Masseni- Wong per un concerto trascendentale

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©Fabio Parenzan

Trieste – Venerdì 13 ottobre. Il quarto concerto della stagione sinfonica vede un improbabile collegamento Paganini- Mahler, e in oltre a questi due grandi personaggi possiamo affiancare un terzo Leonard Bernstein che scomparve esattamente il 14 ottobre del 1990. La scelta del repertorio, oltre ad essere un nuovo collegamento nella collana di “Angeli&Demoni” e un omaggio del teatro ad un grande musicista triestino, Franco Gulli che riscopri è fu revisore di una delle opere di stasera. Il programma della serata ha visto un primo tempo solistico con il Quinto concerto in La Minore per violino e orchestra di Niccolò Paganini e nel secondo tempo la Quarta Sinfonia di Gustav Mahler. I protagonisti di questa serata, oltre al orchestra della Fondazione lirica Teatro Verdi di Trieste il celebre violinista Sergej Krylov e il direttore d’orchestra Kahchun Wong. Il concerto di Paganini ha un costruzione molto classica, ma con forti innovazioni tecniche nella scrittura. La mano del compositore genovese costruisce un concerto tecnicamente molto difficile ma con delle linee melodiche cantabili e ispirate al melodramma italiano.

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©Fabio Parenzan

Il suono del Violino di Krylov ammalia dalla prima nota, la conoscenza del suo strumento è totale e la sua tecnica virtuosistica lascia letteralmente a bocca aperta il pubblico. Dopo la splendida esecuzione del concerto, Krylov regala al pubblico triestino 2 bis: uno tratto dai capricci per violino del Paganini stesso e il secondo molto più lirico dalle pagine di Bach. La seconda parte del concerto, la sinfonia più “tranquilla” del compositore Gustav Mahler, Quarta sinfonia in Mi maggiore detta “Das Himmlische Leben”. La sinfonia scritta nella forma classica dei quattro tempi , vede la luce negl’anni dal 1899 e 1901. La scrittura Mahleriana cerca, analizza, include la vita del secolo scorso. In questa pagina , le indicazioni metronomiche risultano molto distese (a differenza delle prime tre) , il primo movimento strizza l’occhio ad Haydn con una forma sonata che cerca di essere una cartolina del passato. Lo Scherzo è un immagine grottesca di un osteria viennese dove un violino accordato un tono sopra regala un ambiente spettrale. La pace, un immagine aurea e quella che l’autore dipinge con le note del terzo movimento e sono il preludio al Das Himmlische Leben dove abbiamo visto entrare in scena la voce di Riccardo Masseni.

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©Fabio Parenzan

La direzione del giovane Wong, nella prima parte è stata molto metronomica i gesti del linguaggio non verbale han trasmesso l’agitazione del “dover accompagnare”. La seconda parte del concerto il giovane direttore ha saputo trasmettere tutta la sua esperienza come assistente di Gergiev, sfoggiando un Mahler appassionato e molto sentito. La Voce di Masseni si può definire molto interessante nel registro acuto, mentre in quello basso la voce non ha la potenza sufficiente per una buona vocalità. Un concerto nella continuità di questa stagione, dove buone interpretazioni si alternano momenti di ottima tecnica. Il prossimo concerto che sarà l’ultimo della stagione sinfonica vedrà musiche in prima assoluta di Marco Taralli e una grandissima pagina di Carl Orff “Carmina Burana”.

Matteo Firmi

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