ARTURO CHACÓN-CRUZ: ALFREDO NE “LA TRAVIATA” ALL’OPERA DI ROMA

dsc_254ghjweb.jpg
©Lena Kern
In un pomeriggio autunnale abbiamo avuto il piacere di intervistare il tenore Arturo Chacón-Cruz, impegnato a Roma per l’attesissima “Traviata” con gli spettacolari abiti firmati Valentino e la regia di Sofia Coppola. Pochi mesi fa avevamo intervistato l’artista sotto le magiche pietre dell’Arena di Verona (qui per leggere di quel piacevole incontro), dove interpretava il Duca di Mantova in “Rigoletto”, e dunque lo abbiamo ritrovato con grandissimo piacere in questo altro ruolo verdiano…
Come ti trovi qui a Roma al Teatro dell’Opera? E’ diverso dall’estero?
Qui a Roma la gente è più calda e accogliente rispetto all’estero e anche a tante altre città italiane; mi sono trovato come a casa e con i miei colleghi sembra di stare in famiglia! Poi il teatro è bellissimo, ha una storia alle spalle che fa venire la pelle d’oca e, non so, sono contentissimo di essere in questo luogo così bello!

image-6
©Yasuko Kageyama
Come trovi questa produzione di “Traviata”?
Lasciando da parte il discorso degli abiti di Valentino, che comunque sono meravigliosi ed unici e che insieme alla regia di Sofia Coppola, alle scene di Nathan Crowley e Leila Fteita hanno giocato un ruolo importante nella resa di uno spettacolo inimitabile, questa produzione sold-out è stata una “sveglia” per il pubblico. Bisogna dire che tante persone hanno iniziato a perdere interesse e gusto nell’opera, ma questa produzione li ha riportati a teatro, per questo sono contentissimo di farne parte.
Qual è la tua visione del personaggio di Alfredo…?
Alfredo è un personaggio che a me piace molto ma…è molto ingrato cantare il suo ruolo, poiché nonostante sia il tenore principale, l’amante della protagonista è un po’ immaturo. Quello che rimane al pubblico è che si tratti di un personaggio debole. Vocalmente sembra un personaggio facile ma in realtà, è molto difficile eseguire tutto ciò che è scritto, infatti sono molto fortunato ad avere questa volta Stefano Ranzani, che essendo della vecchia scuola, è un maestro estremamente preciso e ci mette il cuore in quello che fa, facendo appunto un bilancio perfetto tra precisione e passione.

image-1
©Yasuko Kageyama
…e come vedi il suo rapporto con il padre?
Germont è un padre che vuole davvero il meglio per suo figlio. Alcuni registi vorrebbero far intendere che lui vuole allontanare Alfredo dalla protagonista poiché lui stesso fu amante di Violetta o altri motivi del genere, invece no! Il suo è un personaggio molto umano, pensa di essere un’àncora di salvataggio per Alfredo dal mondo fatto di feste e finzioni di Violetta e Flora. Per questo si comporta in un determinato modo. Io che sono padre adesso posso capire il suo punto di vista, so che farei di tutto per proteggere mio figlio.
Quando interpreti più volte lo stesso personaggio, ti approcci a lui sempre allo stesso modo o ogni volta in una maniera differente?
Mi approccio sempre in modo diverso, per esempio Idomeneo è stato uno dei primi ruoli che ho fatto: avevo 25 anni, avevo ancora una borsa di studio e non mi preoccupavo di niente…sì ho studiato tanto per entrare nel personaggio, ho anche pianto nel momento in cui sta per uccidere il figlio ma adesso, essendo padre, quel momento è terribile. Anche lo stesso personaggio di Alfredo è cambiato nel tempo…ho debuttato anche lui quando ero molto giovane, quindi con il passare del tempo ho incontrato diversi maestri ma anche colleghi che mi hanno dato più consigli e, soprattutto, sono cambiato io.tn_1200_IMG_8415

E invece come affronti lo studio di un’opera?
E’ difficile, con opere come “Traviata”, non avere preconcetti, ma ad esempio io cerco di non ascoltare nessun tipo di registrazione già da circa due mesi prima dell’inizio delle prove.
Tra tutti i ruoli che hai interpretato, qual è quello che ti sta più a cuore come cantante e come ascoltatore?
E’ difficile sceglierne uno, ma posso dire che quello che mi ha dato più soddisfazione è stato Hoffman de “I racconti di Hoffmann”, non solo per la splendida musica, ma soprattutto è stato un personaggio che mi ha permesso di esprimere una parte di me nascosta, che ho scoperto lavorando con tanti ottimi registi. Come ascoltatore mi affascinano i ruoli di Andrea Chénier e di Otello.

IMG_5841_3000
©Lena Kern
Quali sono i tuoi futuri impegni e debutti?
L’anno prossimo debutterò Don Carlo, Rodolfo nella Luisa Miller e poi Nemorino. Sto preparando inoltre il ruolo di Cavaradossi. Per quest’ultimo, metterò corpo ed anima nell’interpretarlo perché una cosa è cantare i personaggi “forti” in Verdi e un’altra è in Puccini: la voce è diversa e considero la mia più verdiana che pucciniana, ma…vedremo!
Quali consigli vuoi dare ai giovani che vogliono intraprendere una carriera musicale?
Molta gente pensa che la lirica sia un mestiere facile ma non lo è nemmeno quando si arriva alla meta! Quello che dico io sempre è di avere umiltà per accettare i consigli di maestri, amici e colleghi, poi bisogna avere tanta disciplina. Bisogna capire che siamo umani, possiamo sbagliare perciò bisogna avere umiltà. Il mondo della lirica è pieno di brave persone, sono pochi i “cattivi”, ma hanno tanta forza perché si parla più di loro che degli altri.

Grazie ad Arturo Chacón-Cruz e In bocca al lupo!

Sara Feliciello e Paolo Mascari

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...