EUGENIJ ONEGIN, INAUGURA LA STAGIONE OPERISTICA 2017-2018

Trieste – La stagione operistica 2017-2018 comincia con un omaggio alla grande letteratura Russa. La celebre opera di  Petr Ilic Cajkovskij “Eugenij Onegin” ha visto la direzione del maestro Fabrizio Maria Carminati , la regia di Vera Petrova e le scene di Alexander Kostyuchenko. L’allestimento nell allestimento dell’Opera di stato di Sofia , ha portato a Trieste un’opera assente da piu di 10 anni. La linea guida della regista Bulgara, non è riuscita a trasmettere una forte impronta a questo allestimento che per tutta la durata dell’opera risulterà nudo e poco convincente. I costumi curati da da Steve Almerighi, non riescono a trasmettere l’idea di “regno” e di ambienti regali dipingendo ahimè un ambiente molto “intimo” e “povero”.

 

Petr Ilic Čajkovskij concluse l’opera nel 1878 dopo il successo del balletto Lago dei cigni.
Il compositore russo riteneva che l’Onegin non avrebbe mai raggiunto successo. Preferì rappresentarlo al teatro  privato, definendolo una sequenza di scene liriche.Il risultato che ne fuoriesce è “Opera” sotto ogni aspetto con una struttura forte e ben bilanciata.
Il libretto scritto da Cajkovskij e Silovsij è basato dal omonimo romanzo di A.Puskin, il testo narra di un amore travagliato e di una guerra tra gentiluomini .
La direzione del maestro Carminati è stata molto fedele alla partitura , l’orchestra del teatro Verdi ha ben saputo disimpegnarsi in questa avventura Russa. La voce di Alexey Zhmudenko non ha saputo convincere fino in fondo. Interessante la caratterizzazione del personaggio di Tatiana, interpretata da Alexandra Grigoras. Il personaggio di Lenskij , interpretato da Motoharu Takei già conosciuto al pubblico Triestino non è riuscito a creare un personaggio cosi forte da “separarsi” dalle sue precedenti apparizioni. Interessante il lavoro che oramai da due anni sta portando avanti Francesca Tosi.
L’allestimento presente a Trieste, ha visto luci ed ombre con un ottimo cast nella prima e un cast molto inferiore nella seconda replica, a cui si riferisce questa recensione.

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