VERONALIRICA: CONCERTO DEL 28 GENNAIO

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©Mario Marchina

C’era una volta…la lirica, patrimonio culturale popolare, tassello della vita quotidiana. E in quella famosa volta il ruolo fondamentale era tutto delle bande: le formazioni musicali che nei paesi suonavano il grande repertorio operistico, lo raccontavano e lo portavano a chi non aveva la possibilità di andare a teatro. E così Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Gioachino Rossini e i loro degni compari, diventavano nomi che facevano parte del background di ognuno, dal fornaio all’agricoltore.

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©Mario Marchina

Meravigliosa è dunque la possibilità di avere sul palcoscenico del Teatro Filarmonico la Banda Musicale di San Martino Buon Albergo. Un grande regalo fatto da VeronaLirica, che per il secondo anno ha deciso di invitare in uno dei suoi concerti, questa magnifica compagine. Il direttore Massimo Longhi ha accompagnato gli spettatori in un viaggio attraverso un ampio repertorio, da “Pomp and Circumstance” di Edward Elgar, a “Verdiana” di Michele Mangani, fino alla celebre Sinfonia del “Guillaume Tell”.

Nel brano di Mangani, che ripercorre praticamente tutta la produzione verdiana, abbiamo ascoltato il clarinetto di Stefano Conzatti, eccellente ed espressivo virtuoso.

Magnifico come sempre il contributo di Patrizia Quarta, in grado di accompagnare i cantanti sostenendoli e cantando con loro.

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©Mario Marchina

Solido ed efficace il quartetto vocale impegnato. Il giovane Giuseppe Tommaso metteva in luce ottime qualità, come un bel timbro e un’evidente ricerca di espressività. Queste doti se coltivate con lo studio potranno donargli delle belle soddisfazioni. Qui si faceva applaudire in due delle arie più complesse per tenore, “Ella mi fu rapita….Parmi veder le lagrime” da “Rigoletto” e “Tombe degli avi miei….Fra poco a me ricovero” da “Lucia di Lammermoor”, per poi congedarsi con “Rondine al nido” di Vincenzo De Crescenzo.

Giuseppe Altomare è una delle realtà baritonali italiane più interessanti di questi anni. Anche in questa occasione ha avuto modo di dimostrarlo, mettendo in luce voce timbrata e soprattutto intelligenti ed eleganti scelte espressive. Interessante era anche il repertorio proposto, fin dalla prima aria, “Di tua beltade immagine” da “Poliuto”, difficile da ascoltarsi in concerto. Seguivano poi “Il balen del suo sorriso” da “Il Trovatore” e “Nemico della patria” da “Andrea Chènier”.

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©Chiara Passudetti

Silvia Beltrami è un’artista brava e intelligente, capace di sfruttare la sua vocalità interpretando in modo personale, emotivamente coinvolgente, ma estremamente elegante. L’eccellente mezzosoprano si presentava in alcune arie mezzosopranili molto amate dal pubblico, “Stella del marinar” da “La Gioconda”, “Acerba voluttà” da “Adriana Lecouvreur” e “Voi lo sapete o mamma” da “Cavalleria Rusticana”, tutte “vissute” con grande intensità.

Karina Flores subentrava alla prevista Carmela Remigio, e non ha deluso le attese. La prossima Desdemona del Filarmonico (il soprano interpreterà l’opera verdiana nella seconda compagnia), mostrava voce interessante, tendenzialmente scura, per poi schiarirsi nell’acuto. La sua prova era contraddistinta da efficaci scelte coloristiche e buona immedesimazione espressiva. Qualcosa è migliorabile, ma è stata pienamente convincente in Uz polnoc’ blizitsja” da “La dama di Picche” di Čajkovskij, “Pace mio dio” da “La Forza del destino” e nel duetto con il baritono da “Aida” (Ciel mio padre!…..Rivedrai le foreste imbalsamate”).

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©Chiara Passudetti

All’inizio del concerto è salita sul palco il nuovo sovrintendente della Fondazione Arena di Verona, Cecilia Gasdia, la quale ha prospettato al pubblico i suoi progetti per il rilancio del Grande Anfiteatro nel panorama operistico internazionale, nonostante le difficoltà che devono ancora evidentemente da superarsi del tutto. Le auguriamo da parte nostra un buon lavoro, confidando nella sua capacità di fare leva sulla qualità, caratteristica che l’ha contraddistinta anche nella sua grande e luminosa carriera. All’inizio della seconda parte è invece intervenuta Francesca Briani, assessore alla cultura del Comune di Verona.

Come sempre pregevole e spigliata la conduzione di Davide Da Como.

Un altro grande successo da aggiungere alla lista per VeronaLirica.

Francesco Lodola

Verona, 28 gennaio 2018

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