INTERVISTA A JESSICA NUCCIO

 

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©Victor Santiago

“Voce d’angelo” e vera passione sicula rendono Jessica Nuccio una delle voci italiane più importanti della sua generazione. La ricordiamo intensa Violetta e commuovente Gilda, anche accanto al leggendario Rigoletto di Leo Nucci. In questi giorni invece è alle prese con un altro debutto belcantistico: Amina ne “La Sonnambula” al Teatro dell’Opera di Roma. In questi giorni di prove ci ha concesso del tempo, raccontandoci del suo percorso e dell’amore verso i suoi personaggi…

 

Come ti sei avvicinata al canto?
Quando ero piccola canticchiavo sempre finché non è diventata una vera e propria passione. Così ho frequentato il liceo musicale, poi il conservatorio dove però mi dissero che non ero portata per il canto…quindi ho continuato in un’accademia privata con il maestro Alaimo e adesso studio con la maestra Mazzoni.

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©Roberto Ricci/Teatro Regio di Parma

Come funziona per te lo studio di un ruolo sia dal punto di vista vocale che scenico? Secondo me dal punto di vista scenico c’è poco da dire, poiché dal momento in cui studi musicalmente un ruolo, ed io personalmente inizio anche mesi e mesi prima, quando si apprende bene la psicologia del personaggio, viene tutto naturale. Dal punto di vista vocale, come ho già detto, inizio molto prima, studiando a piccoli passi magari prima l’aria, poi la cabaletta e così via.

Parliamo di questa “Sonnambula”…com’è questa produzione?

È una produzione molto bella…devo aggiungere che questo sarà un mio debutto e che comunque mi sono trovata molto bene con il regista, con il direttore che è, tra l’altro, una donna stupenda, e con tutti i miei colleghi si è creato un bel clima. Come trovi il personaggio di Amina? Come risolvi in scena il “problema” del sonnambulismo? Amina è una semplice ragazza di campagna…io che sono siciliana la vedo come una tipica ragazza palermitana. Sicuramente per lei il rapporto con l’uomo è molto problematico, dato che è cresciuta orfana…e secondo me il sonnambulismo è un conseguente disturbo. In scena non faccio niente di particolare, quindi sta tutto nell’emissione della voce, nel cantare un po’ più piano e sul fiato, per dare la sensazione di una persona che sta dormendo.

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©Lorraine Wauters/Opera Royale de Wallonie

Trovi somiglianze con altri ruoli del belcanto come ad esempio Lucia?
Sì, decisamente! Più che altro dal punto di vista stilistico: chi ha una tecnica giusta, cantare Donizetti o Bellini è come un balsamo, più canti più la voce è rotonda e prende corpo. Io che canto molto Verdi me ne accorgo, poiché Verdi è basato più sulla parola e sull’accento, mentre nel belcanto è tutto basato sull’emissione, sul fiato, sui piani sui filati…e bisogna stare molto attenti perché se si sbaglia qualcosa, si sente.

Tu hai un repertorio estremamente vasto e differente…come fai a passare da un ruolo ad un altro?
Canto semplicemente con la mia voce! Cerco di non cambiare nulla della mia vocalità, ovviamente a seconda dell’autore bisogna fare attenzione a diversi aspetti ma io rimango sempre me stessa anche quando canto ruoli diversissimi. Naturalmente poi scelgo i ruoli che mi propongono secondo la mia vocalità.

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©Victor Santiago

Quali sono i tuoi futuri impegni e debutti?
Altri debutti oltre Amina non ci saranno…poi non lo so, la vita è imprevedibile! Sarò a Messina per “Traviata”, poi a Minorca, Sydney e Firenze per “Rigoletto”, poi a Bilbao per “Bohème”, in Cina per Liù e poi sarò a Palermo di nuovo con “Bohème”.

Quale ruolo ti sta più a cuore?
Credo che canterei sempre Lucia, anche se in Italia non sono ancora riuscita a debuttare! Ma anche Gilda…questi sono i ruoli che mi stanno più a cuore.

C’è un ruolo che non hai ancora debuttato ma che sogni di debuttare in futuro?
Mi piacerebbe debuttare Anna Bolena!

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©Roberto Ricci/Teatro Regio di Parma

Quali consigli vuoi dare ai giovani che vogliono intraprendere la carriera da cantante?
In primis è indispensabile la modestia, per poter collaborare adeguatamente con tutti. La vita del cantante comporta tanti sacrifici sia per la necessità di uno studio costante sia per le difficoltà nella gestione della vita privata. É importante, poi, non avere fretta per ottenere un livello tecnico adeguato, e per individuare il repertorio giusto per la propria voce.

Grazie a Jessica Nuccio e In bocca al lupo!

Sara Feliciello

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