TEATRO FILARMONICO DI VERONA: 3° CONCERTO DELLA STAGIONE SINFONICA 2018

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©Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

La stagione sinfonica 2018 del Teatro Filarmonico di Verona è la dimostrazione di come senza avere direttori e solisti blasonati si possa offrire un prodotto di ottima qualità musicale, che senza tralasciare il grande repertorio (Mozart, Beethoven etc…), offre un ampio spazio al Novecento e ad autori che non godono (talvolta molto ingiustamente) della stessa luce. E’ il caso del terzo concerto di sabato 17 marzo, con una serata dedicata a Rachmaninov , ma preceduto da Aaron Copland e Artie Shaw.

Ci accoglieva un’atmosfera “vintage”, da Jazz Club di New York o Los Angeles, oggi diremmo un po’ “La La Land”, in cui la “musica d’arte” di Copland incontra il jazz ed esalta tutte le possibilità tecniche del clarinetto, nel Concerto per clarinetto e orchestra del 1948, composto per Benny Goodman, per poi scivolare nel vero e proprio swing del clarinettista Artie Shaw, che ha plasmato su sé stesso il suo concerto per clarinetto e orchestra. Giampiero Sobrino sapeva incarnare benissimo il ruolo del virtuoso, dando luce alle armonie della melodia senza perdere la brillantezza dei tecnicismi.

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©Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

Nella seconda parte l’altra faccia del Novecento, quello russo di Sergej Rachmaninov e di “Vesna”, cantata per baritono e orchestra, con testo di Nikolaj Nekrasov, dedicata alla Primavera. Il poema di Nekrasov parla di un uomo sposato con una donna infedele, che all’arrivo della primavera si lascia tutto alle spalle. Una primavera che sembra emergere dal folclore popolare russo, personificandosi in un personaggio fiabesco, che si esalta nella linea aerea del coro, contrapponendosi alla forza imponente della vocalità del baritono (che dà voce all’uomo). Qui il compito era assolto egregiamente dal coro della Fondazione Arena di Verona e da Boris Statsenko, voce importante per volume e per solidità di emissione e fraseggio.  Concludevano grandiosamente le Danze Sinfoniche Op.45 di Rachmaninov.

Sesto Quatrini, impegnato nella prossima produzione de “Le nozze di Figaro”, dirigeva la serata con grande eleganza, dimostrando ottima conoscenza stilistica e capacità di creare un’omogenea gamma di suono, grazie anche all’ottima forma dell’Orchestra dell’Arena.

Alla fine caloroso successo.

Francesco Lodola

Verona, 17 marzo 2018

Foto Ennevi per Gentile concessione Fondazione Arena di Verona

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