STAATSOPER UNTER DEN LINDEN: Les pêcheurs de perles

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©Donata Wenders

Sabato 21 aprile alla Staatsoper Unter den Linden, uno dei teatri lirici più importanti del panorama berlinese, andava in scena la ripresa de “Les pêcheurs de perles” di Georges Bizet. Questa bellissima opera inaugura un periodo ricco di recensioni dai teatri berlinesi e ci permette di sperimentare dal vivo l’opera lirica in Germania.

“Les pêcheurs de perles” di Georges Bizet racconta non solo una storia d’amore tormentata dalla gelosia, ma soprattutto un forte legame d’amicizia tra i protagonisti maschili Nadir e Zurga. La sofferenza, la delusione ma anche la passione e l’amore sono stati resi alla perfezione dai protagonisti, dal coro e dall’orchestra della Staatsoper, che hanno contribuito a trasformare quest’opera in un magico momento lirico.

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©Donata Wenders

La regia de “Les pêcheurs de perles” è a cura di Wim Wenders; a lui la Staatsoper ha dato il compito di mettere in scena un’opera lirica tanto particolare e possiamo affermare senza ombra di dubbio che la missione sembra essere riuscita alla perfezione. Il regista ha infatti scelto di dare risalto più ai protagonisti e alle loro emozioni che allo spazio circostante che in effetti appare allo spettatore piuttosto nudo ed essenziale. La povertà dell’isola in cui si svolge la storia è data dalla finta sabbia e dallo sfondo dai colori scuri illuminato da luci fredde. Un altro punto di forza della regia di Wim Wenders è nella rappresentazione dei ricordi dei protagonisti. Questi infatti non ricorrono soltanto nella musica e nelle parole, ma anche su un sipario che viene fatto calare nei momenti clou dell’opera. Su quest’ultimo, proprio come se si trattasse di un film, vengono riprodotti dei flash back (l’incontro tra Nadir, Zurga e Leila; una giovane Leila che aiuta uno straniero in fuga). In quest’opera il tocco di Wim Wenders è evidente: la sua regia, oltre ad essere delicata e toccante, è davvero cinematografica. Ovviamente, tutto ciò non sarebbe stato possibile senza David Regehr e le sue scene.

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©Donata Wenders

Nell’opera di Bizet musica e parole sono strettamente legate fra di loro e questo sembra essere anche l’obiettivo del Maestro Victorien Vanoosten. La Staatskappelle di Berlino ha seguito in maniera eccellente il Maestro Victorien Vannosten, la cui direzione ha reso quest’opera ancora più emozionante e trascinante. Di grande impatto l’interpretazione del Staatsoperchor diretto dal Maestro Martin Wright. Il coro non solo può vantare una grande presenza scenica, dote rara per un coro, ma anche una potenza vocale non indifferente.

La regina indiscussa del palcoscenico berlinese è stata ovviamente Olga Peretyako-Mariotti. La soprano russa interpreta in maniera eccellente la protagonista Leila. In lei ci sono non soltanto una grande attrice in grado di rappresentare, ad esempio, i turbamenti dovuti alla passione per Nadir nel II atto e la devastazione dopo aver conosciuto i reali sentimenti di Zurga nei suoi confronti, ma anche una voce pulita, cristallina e al contempo potente. La Peretyako è capace di raggiungere sfumature incredibili e di mantenere una voce limpida.

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©Donata Wenders

Il giovane tenore Francesco Demuro, nel ruolo di Nadir, con la sua interpretazione rende orgoglioso il pubblico italiano. Oltre a una grande presenza scenica, il tenore italiano convince soprattutto per la sua voce potente e solida. Un giudizio simile va anche ad Alfredo Daza (Zurga), dal 2008 all’Ensemble della Staatsoper e famoso per grandi interpretazioni del repertorio italiano. Daza non è nuovo nel personaggio di Zurga, ma in quest’occasione la sua presenza scenica e la sua voce profonda si sono adattati alla perfezione al ruolo di uomo diviso tra gelosia e fedeltà ad un amico.

Infine, non possiamo non riconoscere la grande interpretazione del baritono tedesco Wolfgang Schöne nel ruolo dell’anziano sacerdote Nourabad. Sul palcoscenico della Staatsoper, Schöne ha dimostrato non solo di possedere una voce stentorea, ma anche di saper recitare con pathos.

Un grandissimo successo finale salutava tutti gli interpreti.

Pia Lombardi

Berlino, 21 aprile 2018

 

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