DEUTSCHE OPER BERLIN: LA GIOCONDA

Lunghi applausi di stupore e ammirazione hanno accompagnato la recita de La Gioconda di sabato 7 luglio presso la Deutsche Oper di Berlino. L’opera di Amilcare Ponchielli – con libretto di Arrigo Boito – è stata apprezzata dal pubblico berlinese e internazionale non solo per i grandi artisti sul palco, ma anche per le scene e gli abiti curati fin nei dettagli. La regia è stata affidata a Gerlinde Pelkowski che ha voluto rispettare la storia tradizionale dell’opera, tratta dal dramma di Victor Hugo “Angelo, tiranno di Padova”: non è stato inserito alcun elemento di modernità, il tutto si svolge nella Venezia del XVII secolo. A rendere ancora di più l’atmosfera della città lagunare le scenografie ideate dall’italiano Camillo Parravicini: nei quattro atti le rappresentazioni del Palazzo Ducale, dell’imbarcazione di Enzo Grimaldo, del ricevimento presso Ca’ d’Oro e della dimora della povera Gioconda hanno contribuito a far vivere al pubblico un viaggio con la fantasia nella Venezia del doge.

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©Bettina Stöß

La direzione dell’Orchestra della Deutsche Oper Berlin è stata affidata al Maestro Pinchas Steinberg, che ha saputo saggiamente condurre sia gli orchestrali che gli interpreti in scena, generando così un equilibrio raro tra musica e canto. Anche in questo caso, il coro, diretto dal Maestro Jeremy Bines, ha contribuito alla riuscita di quest’opera, mostrando non solo grande abilità canore, ma anche presenza scenica, soprattutto nel I e nel III atto. Ad accompagnare la performance del coro il Corpo di Ballo della Deutsche Oper Berlin, soprattutto nel III atto con la celebre “Danza delle ore”.
Senza ombra di dubbio, grande protagonista dell’opera è stata il soprano Hui He che ha incantato il pubblico del teatro con la sua voce calda, morbida e potente. Inoltre, il soprano non ha entusiasmato soltanto per la sua perizia tecnica e musicale, ma anche per una non indifferente padronanza scenica e carisma che hanno reso vero il suo personaggio.

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©Bettina Stöß

Ciò si può dire anche di Ievgen Orlov (Alvise Badoero), il basso dalla voce profonda, scura e imponente che ha sorpreso anche per le sue doti d’attore: Orlov, infatti, si è rivelato essere una grande personalità, da tenere d’occhio.
La parte di Laura è stata affidata a Daniela Barcellona, tra i mezzosoprani italiani più famosi al mondo. La Barcellona con la sua voce morbida ha conquistato il III atto dell’opera, interpretando al meglio il dissidio di una donna tesa verso il suo grande amore e al contempo combattuta per il tradimento al marito.

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©Bettina Stöß

Grande interpretazione anche quella di Alfred Kim (Enzo Grimaldo), di cui colpisce la voce calda e la chiarezza di dizione – caratteristica che si può riscontrare anche in tutti gli altri interpreti.
Infine, molto apprezzati anche il mezzosoprano Judit Kutasi – che incarna molto bene la parte tragica della Cieca – e il baritono George Gagnidze, un ottimo Barnaba.
Al termine della rappresentazione lunghi applausi soprattutto per la protagonista Hui He.

Pia Lombardi

Berlino, 7 luglio 2018

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