SECONDO CONCERTO DELLA STAGIONE SINFONICA AL TEATRO VERDI DI TRIESTE

Venerdì 21 settembre, si è svolto il secondo concerto della stagione sinfonica del Teatro Verdi. Dopo il primo concerto interamente dedicato a Beethoven, ieri era la volta del Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 35 di Pëtr Il’ičČajkovskije di Daphnis et Chloé, “Symphonie chorégraphique” in tre quadri di Maurice Ravel. Sul podio il Maestro Nikša Bareza e al violino il russo Kirill Troussov. I due autori possono apparire molto lontani tra loro, ma sono più vicini di quanto non si pensi: come ha spiegato il Maestro Bareza all’incontro per la stampa, Ravel ha infatti studiato e approfondito a lungo la tecnica compositiva di Čajkovskij.

Il Concerto di Čajkovskij fu composto nel 1878 in poco più di due settimane: nel corso della revisione a opera dello stesso Čajkovskij e del suo allievo Josef Kotek, un movimento lento viene eliminato, portando alla creazione di quella che oggi conosciamo come Canzonetta.

©️Fabio Parenzan[[[[[[[[[[
Il movimento inizialmente scartato sarà poi pubblicato come Méditation per violino e pianoforte op. 42. Non fu facile trovare un interprete per la prima esecuzione, tutti i più grandi violinisti declinarono l’offerta davanti alle grandi difficoltà di questa pagina così tanto impegnativa. Il 4 dicembre 1881 il Concerto fu eseguito per la prima volta da Adolph Brodsky e dai Wiener Philarmoniker. Brodsky suonava uno Stradivari del 1702, e proprio con questo stesso violino ieri sera Kirill Troussov ha portato al Teatro Verdi una parte della sua terra. Troussov ha dato prova di una tecnica impeccabile ed era perfettamente in sintonia con il direttore e con l’orchestra, ma soprattutto era un tutt’uno con il suo strumento. Il pubblico lo ha premiato con applausi intensi e sentiti: il violinista ha voluto ringraziare Trieste per l’accoglienza, e lo ha fatto sulle note del Carnevale di Venezia di Paganini, sostenuto dal pizzicato degli archi.

©️Fabio Parenzan

Nella seconda parte si torna verso Occidente: in Francia, con Daphnis et Chloé. La sinfonia viene descritta dallo stesso Ravel come “una sinfonia coreografica per metterne in luce le caratteristiche ibride fra balletto e sinfonismo”. Vengono utilizzati tanti strumenti diversi e inusuali per portare il pubblico nella natura insieme a Dafni e Cloe, cresciuti da un gruppo di pastori dopo essere stati abbandonati da neonati. Entra in scena anche il Coro della Fondazione, diretto da Francesca Tosi, ottimo ed espressivo: Ravel non era felice di comporre senza il coro in quanto lo riteneva parte dell’orchestra e quindi necessario.

Il pubblico ha ringraziato il Maestro Bareza e il Maestro Tosi con lunghissimi e calorosi applausi. Il prossimo appuntamento sarà venerdì 28 settembre alle ore 20:30 per il terzo concerto della stagione.

Cecilia Zoratti

Trieste, 21 settembre 2018

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Matteo Firmi ha detto:

    L’ha ribloggato su Matteo Firmie ha commentato:
    Una bella recensione di Cecilia Zoratti

    Mi piace

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