GUARDARE AL FUTURO….YOUNG ARTIST PROGRAM ALL’OPERA DI ROMA

Il 6 dicembre scorso, mentre il Teatro dell’Opera di Roma fremeva per i preparativi di una delle recite di Rigoletto, inaugurale di stagione, abbiamo avuto il piacere di intervistare Eleonora Pacetti, giovane e determinata responsabile di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, e Murat Can Güvem, giovanissimo tenore turco facente parte del programma. Il clima da subito cordiale e disteso ha permesso un dialogo informale ma molto denso, infatti Eleonora Pacetti ci ha presentato quella che è una realtà unica nel suo genere, la “Fabbrica” YAP, e anche la sua genesi, estremamente recente. Accogliendoci nei locali che ospitano “Fabbrica”, un piccolo foyer nel cuore del teatro, dietro il loggione, Eleonora Pacetti ci ha racconto di come il progetto sia nato per volontà dell’attuale sovrintendente Carlo Fuortes, il quale sosteneva e tuttora sostiene che la capitale dello Stato, che ha dato i natali al melodramma e ai più grandi compositori operisti, non poteva non avere uno sguardo rivolto al futuro, alle nuove generazioni di cantanti, e dunque era necessario un programma di formazione dei giovani talenti in ambito lirico.

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Prima ancora di iniziare a parlarci della fase di studio precedente la creazione del programma, ci è stato spiegato come “Fabbrica” Young Artist Program non sia un braccio esterno, un’appendice del teatro, ma una realtà interna in cui vi è un lavoro d’équipe con la Sovrintendenza e la Direzione Artistica. L’operazione di creazione del programma, avvenuta nel 2016, non è stata immediata, ci spiega Eleonora Pacetti, prima che il programma partisse infatti vi è stata una fase di studio delle realtà già esistenti, gli altri Young Artist Program operanti nel mondo. Si è infatti oggi giunti a questa realtà unica guardando ai programmi statunitensi, che puntano molto al sostegno privato, e i modelli tedeschi in cui il programma è propedeutico alla stagioni dei teatri da cui nasce. Il risultato è infatti unico in quanto, pur tenendo conto di queste realtà, ha un contenuto squisitamente italiano. Ciò che la responsabile tiene a sottolineare è anche come il programma non sia un Ente di formazione, come può essere un’Accademia, ma sia pensato come un inserimento nel mondo professionale per i giovani cantanti. Il programma, che accoglie un totale di 15 artisti (8 cantanti, 3 maestri collaboratori, 1 regista, 1 costumista, 1 scenografo e 1 lighting designer), ai quali viene corrisposta una borsa di studio mensile pari a €1000, ha aperto ora le iscrizioni per le selezioni alla sua terza edizione. I bandi scadranno il 15 Gennaio 2019 per i cantanti e i maestri collaboratori, mentre i membri del Team Creativo avranno tempo sino al 31 Maggio.

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Ciò che sta veramente a cuore al programma è la crescita personale dei ragazzi, oltre che professionale e umana, Ci spiega Pacetti. Ciò che la guida, in accordo con la Direzione Artistica del Teatro a coinvolgere gli artisti del programma nelle opere in cartellone è una valutazione e visone sia prudenziale che ottimista dei progressi e del percorso dell’artista, il che non vuol dire avere un atteggiamento irresponsabile, ma neanche eccessivamente cauto. La formazione avviene, oltre che grazie ai Maestri interni del teatro, anche grazie a Masterclass organizzate con l’ausilio di cantanti di fama internazionale impegnati nelle produzioni del Teatro. I ragazzi del programma, oltre che nell’attività operistica del Teatro, sono impegnati nelle attività esterne che orbitano intorno al Teatro dell’Opera di Roma, come ad esempio OperaCamion, oppure la Stagione estiva alle Terme di Caracalla.

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Abbiamo poi avuto la possibilità di conoscere ed incontrare Murat Can Güvem, uno dei cantanti del Programma, al quale abbiamo fatto qualche domanda sulla sua esperienza a “Fabbrica” YAP, sulla sua carriera e sulle sue origini. Egli ha già cantato in numerose produzioni in importanti Teatri italiani come ad esempio il Teatro Petruzzelli di Bari, Il Teatro Verdi di Salerno e il Filarmonico di Verona.

Come ti sei avvicinato al canto?

Il mio amore per il canto è nato quando ero alle scuole medie ed ho scoperto di avere una voce portata per il canto ripetendo le canzoni sentite alla radio e alla televisione. Sapendo che a scuola c’era un gruppo di musica ho pensato di farmi sentire dalla maestra, e lei mi ha subito inserito nel gruppo. Andando avanti, mentre frequentavo il liceo, hanno aperto un Teatro d’Opera nel mio Paese e conoscendo un maestro di questa struttura ho scoperto di avere una voce più adatta all’opera è così 7/8 anni fa ho iniziato lo studio del canto lirico.

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Ci parli del legame fra l’opera e il tuo Paese?

In Turchia l’opera di Stato nasce con la Repubblica Turca, per cui se guardiamo alla storia del mio Paese la tradizione operistica è sempre stata presente, sebbene con il passare del tempo si sia fortemente indebolita. Oggi invece noto che i rapporti con l’Europa si intensificano e quindi la tradizione operistica sta tornando molto forte. E poi non scordiamo Leyla Gencer, che è la nostra guida e il nostro faro in questo percorso.

Come ti trovi in questo programma? Come ti sta facendo crescere umanamente e professionalmente?

Benissimo, è una bellissima realtà che ti permette vivere il teatro. Finite le prove qui, noi possiamo fare qualche passo ed assistere alle prove di grandi professionisti, ad esempio, quelle che avvengono in questi giorni per la messa in scena di Rigoletto diretto dal Maestro Gatti. Qui, inoltre, c’è una attenzione diretta a noi e alla nostra carriera. Appena entrati, infatti, ci siamo dati un obiettivo di crescita e da quel momento stiamo trovando i mezzi per perseguirlo. L’ottenimento di un buon risultato dipende da noi, da quanto siamo ricettivi e pronti a cogliere le possibilità che ci vengono presentate.

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Sei entrato in questo programma che avevi già cantato in parecchi teatri qui in Italia, quanto ti ha aiutato?

Sì, mi ha aiutato molto, anche perché prima di partecipare a “Fabbrica” mi sono esibito in ruoli secondari, mentre qui mi sto soffermando su ruoli da protagonista, e questo è molto importante per la mia crescita professionale.

Prossimi impegni?

Intanto un’opera didattica dedicata ai bambini composta da Britten. Veniamo, inoltre, coinvolti come “Cover” qui al Teatro dell’Opera e io sto preparando il ruolo di Camille de Rossillon in La Vedova Allegra, e numerosi Concerti in programma durante la Stagione.

Ringraziamo Eleonora Pacetti e Murat Can Güvem per il tempo che ci hanno dedicato e gli auguriamo in bocca al lupo!

Paolo Mascari

Roma, 6 dicembre 2018

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