LO SPIRITO POPOLARE DELL’OPERA: CONCERTO VERONALIRICA 13 GENNAIO 2019

Il 2019 di VeronaLirica si apre con un concerto dallo spirito popolare, fatto di note e di arie che gli appassionati possono cantare con gli esecutori. Un programma però che ha il pregio di saper raccontare con raffinatezza tutte le celeberrime pagine.

Il merito di tutto questo, va detto, è principalmente del quartetto d’archi dell’Arena di Verona e di Patrizia Quarta al pianoforte, che ci trasportavano in un’atmosfera salottiera ottocentesca dalle grandi preziosità strumentali. Oltre ad accompagnare i cantanti, il quartetto composto da Günther Sanin, Mirela Lico, Sara Airoldi e Luca Pozza ci conduceva per mano alle calde serate areniane con una delicatissima esecuzione dei preludi di “Aida” e di “Un ballo in maschera”.

©️Chiara Passudetti

Compatto il cast vocale schierato per l’occasione.
Maria Letizia Grosselli sostituiva la prevista Anna Pirozzi e assolveva il compito con buoni risultati, in particolare in “Un bel dì vedremo” da “Madama Butterfly”.
Misha Sheshaberidze si è presentato al pubblico veronese con alcuni lodevoli miglioramenti, soprattutto nella cura del fraseggio, evidente nelle due pagine da “Otello” (“Dio! mi potevi scagliar” e “Già nella notte densa”).

La palma dei migliori va tuttavia a Misha Kiria e a Rossana Rinaldi.
Il baritono georgiano conquista fin da subito per la brillantissima comunicativa del fraseggio, ma anche per la vocalità importantissima, di bel colore e di morbidezza esemplare su tutta la gamma. Sfavillante e tronfia quando basta l’entrata del suo Dulcamara (“Udite, udite, o rustici!”), mentre addirittura trascinante è la grande aria di Don Bartolo de “Il Barbiere di Siviglia” (“A un dottor della mia sorte”), vero banco di prova della vocalità rossissiniana.

©️Chiara Passudetti

Rossana Rinaldi è una cantante ed un’artista di alta classe, capace di sciorinare un canto sempre elegante e prezioso, un’accentazione intensa e una raffinata sincerità espressiva. Così la sua Amneris (nel duetto con la rivale) ne risulta latina e passionale, ma sempre regale, mentre la sua Dalila (“Mon coeur s’ouvre à ta voix) riluce per calore e sensualità verace. A questo aggiungiamo che la cantante ha deciso di partecipare al concerto nonostante un’indisposizione. Dunque assolutamente da lodare.
Il pomeriggio musicale era presentato dall’impeccabile Davide Da Como.
Al termine calorosissimo successo.

Francesco Lodola

Verona, 13 gennaio 2019

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