DON PASQUALE AL FILARMONICO DI VERONA – CAST ALTERNATIVO

(Qui la recensione della prima)

“Don Pasquale” è una macchina teatrale incantata fatta di una dialettica drammaturgica, musicale e scenica la cui perfezione si può avvicinare soltanto a quella de “Le nozze di Figaro”. Per questo è uno sforzo grandissimo per un teatro prevedere ben due compagnie di canto per la messa in scena, perché ci vuole una compattezza tra le parti che possa rendere impeccabilmente tutto l’ingranaggio della vicenda.

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©Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

Al Teatro Filarmonico di Verona in occasione della seconda recita del capolavoro donizettiano l’operazione può dirsi sostanzialmente riuscita. Si riconferma grande protagonista l’allestimento firmato da Antonio Albanese ripreso da Roberto Maria Pizzuto, con le scene stupende di Leila Fteita e i costumi di Elisabetta Gabbioneta. Assoluti protagonisti, imprescindibili, sono i mimi, così come il coro magistralmente diretto da Vito Lombardi.

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©Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

Si riconferma efficace, pur nei limiti già riscontrati alla prima, la direzione di Alvise Casellati, alla guida della brillante compagine orchestrale veronese.

Nella serata del 26 febbraio il ruolo del titolo era sostenuto da Salvatore Salvaggio, il quale si segnala per una prestazione vocale elegante, dalla vivace comunicativa, e in netta crescita durante la recita. Sicuramente una maggiore frequentazione del ruolo, vista la giovane età, lo porterà ad affinare alcuni dettagli interpretativi e di fraseggio, che comunque risultano già adesso ben realizzati.

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©Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

Graziosa Norina era il giovane soprano Blerta Zhegu, voce delicata che prende luce e corpo nel registro medio-acuto. La cantante sembra riallacciarsi alla tradizione delle Norina soubrette donando tenerezza e sensibilità alla sua protagonista.

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©Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

Il migliore in capo risulta tuttavia l’Ernesto di Matteo Falcier, il quale mette in evidenza un mezzo vocale dal volume importante e ben proiettato in sala. Il suo personaggio brillava per virile lirismo grazie ad un bel timbro e ad una sensibilità interpretativa di lodevole temperamento.

Accanto a lui si conferma magistrale il Malatesta di Federico Longhi per presenza vocale e teatrale. Completa il cast Alessandro Busi nei panni del notaro.

Al termine un calorosissimo successo da parte di un pubblico formato da tantissime scolaresche partecipanti al progetto “Ritorno a teatro” dedicato da Fondazione Arena ai più giovani.

Francesco Lodola

Verona, 26 febbraio 2019

 

 

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