TEATRO VERDI DI TRIESTE: L’ELISIR D’AMORE

Dopo quattro anni torna al Teatro Verdi, una delle opere più conosciute e rappresentate in tutto il mondo: “L’elisir d’amore”

In questo allestimento la regia e le scene sono affidate al basso-baritono venezuelano Victor Garcia Sierra, che sceglie di ambientare la vicenda all’interno di un circo, conquistato dai quadri del pittore colombiano Fernando Botero. I colori prevalenti sulla scena sono accesi: dal giallo del tendone alle tonalità più tenui dei vestiti dei paesani per arrivare a un tenue azzurro del vestito indossato da Adina. L’abilità del regista è ben evidente nell’interazione tra i personaggi principali e il coro del Teatro Verdi, preparato dal Maestro Francesca Tosi.

©️Fabio Parenzan

Il direttore, il maestro Simon Krečič, è stato convincente a tratti: la sua direzione non è stata sempre uniforme, passando da episodi molto lenti ad altri anche troppo mossi.
Nel ruolo di Adina troviamo Claudia Pavone: ottima dal punto di vista interpretativo, perfettamente in grado di conciliare il lato frivolo del suo personaggio con quello più tormentato. Vocalmente si è dimostrata in continua crescita durante la recita: è partita un pochino in sordina, venendo talvolta quasi sovrastata dall’orchestra, per poi acquistare sempre più sicurezza padroneggiando al meglio anche le note più acute.

©️Fabio Parenzan

Il ruolo di Nemorino è affidato a Francesco Castoro: ottima l’interpretazione di un personaggio all’apparenza semplice, ingenuo e a tratti anche pazzo (così lo definiscono i paesani) ma che ha un grande cuore. Il tenore sembrava davvero in sintonia con il personaggio, conferendo quindi quell’autenticità che non è sempre facile da trovare.

©️Fabio Parenzan

Belcore è interpretato da Leon Kim, che ha dimostrato di essere a proprio agio nel ruolo del soldato rivale di Nemorino. Per il dottor Dulcamara, che si professa come inventore del prodigioso elisir, serve un basso buffo autentico, come dimostra sempre di essere Bruno De Simone, il quale si è rivelato un ottimo dottore, capace di far prevalere l’aspetto buffo ma senza renderlo caricaturale.

©️Fabio Parenzan

Nel ruolo della villanella Giannetta troviamo la brava Rinako Hara.
Il pubblico triestino ha apprezzato lo spettacolo e, in particolare, l’interpretazione di Francesco Castoro.

Cecilia Zoratti

Trieste, 15 marzo 2019

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