FROM ROME WITH LOVE: LA CENERENTOLA, OSSIA UNA FAVOLA FIRMATA ROSSINI

Tutti conosciamo la Cenerentola firmata Disney e quella più macabra dei fratelli Grimm, ma quella di Rossini? Un’opera spettacolare pervasa dagli elementi comici e vivaci tipici del compositore, dall’amore, elemento che non può mancare, ma anche da piccoli momenti più bui, forse anche volti alla riflessione.
Il Teatro dell’Opera di Roma ripropone la stessa produzione di successo della stagione 2015/2016: regia di Emma Dante, scene di Carmine Maringola e costumi di Vanessa Sannino.

img_4977
©Yasuko Kageyama

Per quanto riguarda il cast, vediamo il lavoro di interpreti eccezionali i quali hanno una sinergia tale da creare degli ensemble da rapire completamente l’attenzione dello spettatore, che non nota minimamente quello che sta succedendo sulla scena ma si concentra unicamente sui cantanti. Le voci si amalgamano, nessuno si sovrappone all’altro, donando un’atmosfera surreale, come succede nel finale del primo atto. Singolarmente gli interpreti non hanno assolutamente deluso.

img_4981
©Yasuko Kageyama

La protagonista, Angelina alias Cenerentola, interpretata da Teresa Iervolino ha un timbro dolce che centra l’animo del personaggio. Così trasmette umiltà, aggettivo che descrive il personaggio nel corso di tutta l’opera, ma anche umanità e serenità. Questo lo si nota anche nei movimenti scenici, che sono sempre pacati.
Il momento più toccante è il duetto “un soave non so che”, il primo incontro tra la protagonista ed il principe travestito da servo, interpretato magistralmente da Maxim Mironov, tenore belcantista dal timbro piacevole, leggero ma penetrante. È, senza dubbio, un interprete dedito alla perfezione, sia vocalmente che sulla scena. Si percepisce, inoltre, la tecnica impeccabile soprattutto nell’aria “Sì, ritrovarla io giuro” del secondo atto.

img_4979
©Yasuko Kageyama

Il vero servo travestito da principe, Dandini, Vito Priante ci delizia con il suo timbro caldo e avvolgente, facendoci soprattutto divertire, dal primo momento in cui appare fino al termine della rappresentazione.
Don Magnifico interpretato da Carlo Lepore, sia vocalmente che scenicamente appare proprio come un padre, con il suo timbro caldo, fermo e anche severo, ha ricevuto numerose ovazioni dal pubblico.

img_4980
©Yasuko Kageyama

Le sue due figlie, Clorinda e Tisbe, rispettivamente Rafaela Albuquerque e Sara Rocchi (dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma) non escono mai dal personaggio, sono esilaranti in scena e precise vocalmente.
Come ci insegna la favola di Cenerentola, troviamo anche qui un “fata madrina”, Alidoro, che si prende cura di Angelina. Adrian Sâmpetrean ha un timbro scuro e solenne, adatto al personaggio.
Infine il coro, impeccabile come sempre, preparato dal maestro Roberto Gabbiani, partecipa maestosamente alla scena, avvolgendola di colori.
Il corpo di ballo, inoltre, rende ogni singolo istante piacevole, in continua collaborazione con i cantanti.
Il tutto è contornato dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, magistralmente diretta dalla bacchetta attenta del maestro Stefano Montanari, il quale “gioca” con i cantanti, rendendo ancora più piacevole quest’opera per il pubblico.

Sara Feliciello

Roma, 14 giugno 2019

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...