RE MIDA ALL’OPERA: AIDA ALL’ARENA DI VERONA (CAST ALTERNATIVO)

Aida è la regina dell’Arena di Verona. C’è poco da fare e da dire. Il capolavoro verdiano ribadisce anche nel 2019 il suo indissolubile legame con l’anfiteatro scaligero, attraendo pubblico numerosissimo anche alle repliche, come quella del 9 agosto, che vedeva la gradinata stracolma.
Il perché del tanto richiamo sta anche nell’allestimento del 1913: la più bella Aida della storia dell’Arena. Con le sue coreografie da peplum cinematografico in stile “vecchia Hollywood”, con i vezzi dell’epoca, i cavalli, i piccoli moretti, questa Aida è storia del teatro musicale e crea suggestione e fascinazione ancora oggi.

©️Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

Sul podio ritrovavamo in questa occasione Francesco Ivan Ciampa, il quale con gesto sicuro, sensibilità per la tavolozza cromatica prescritta da Verdi e nervi saldi (anche nel gestire qualche piccolo scollamento del tutto perdonabile), dipinge un’Aida ben articolata dal punto di vista architettonico e di preziosa filigrana interpretativa e sonora.
Yao Bo Hui era una brillante Sacerdotessa, mentre Francesco Pittari un eccellente e lussuoso Messaggero.

©️Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

Krzysztof Bączyk era un Re di voce imponente e timbrata, mentre Marko Mimica è uno dei migliori Ramfis degli ultimi anni, grazie alla ieraticità dell’accento e al nobile canto legato.
Nel ruolo di Amonasro il debuttante Badral Chuluunbaatar mostrava voce importante per timbrica e volume, ma non priva di qualche durezza e monotonia negli accenti.

©️Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

Nel ruolo di Radames debuttava in Arena il tenore Samuele Simoncini, convincendo i presenti con voce sonora e accenti eroici ben sostenuti.

©️Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

Maria José Siri è Aida di lunga esperienza, capace di gestire le difficoltà del ruolo con lodevole sicurezza tecnica. La sua Aida è un’eroina fragile e estremamente lirica.

©️Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

Un capitolo a parte merita l’Amneris di Violeta Urmana, svettante in ogni sua apparizione. La Urmana possiede il tocco d’oro come il Re Mida, trasformando ogni parola in evento drammatico. L’artista possiede poi quella caratteristica, solo dei grandi, di aggiungere ad ogni recita nuovi dettagli seguendo anche il proprio istinto emozionale. Questo basta a riassumere la sua enorme interpretazione.
Al termine un calorosissimo successo per tutti.

Francesco Lodola
Verona, 9 agosto 2019

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