TEATRO FILARMONICO: MADAMA BUTTERFLY (CAST ALTERNATIVO)

A Verona il compleanno del Maestro Puccini si è festeggiato nel segno di “Madama Butterfly”, con l’ultima recita operistica della rassegna “Viaggio in Italia” che ha accompagnato l’autunno della città scaligera.

Una recita felice nel suo complesso, che vedeva nuovamente brillare l’efficace e suggestivo spettacolo di Andrea Cigni, per la cui descrizione rimandiamo alla recensione della prima (qui per leggerla).

Sul podio Francesco Ommassini dipinge una Butterfly intensa, fatta di tempi serrati (mai dimentichi però delle esigenze del canto) e di un uso vario e fascinoso della dinamica, riuscendo bene a cogliere l’essenza del teatro di Puccini ed evitando puccinismi. Gli è accanto l’Orchestra dell’Arena di Verona, vero personaggio dell’opera con i suoi respiri, i suoi tremiti e le sue accensioni travolgenti. Uguale splendore si ritrovava nella prova del coro diretto da Vito Lombardi.

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©Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

Di ottimo livello il cast a partire da Manuela Schenale (cugina di Cio Cio San), Sonia Bianchetti (madre di Cio Cio San), Maurizio Pantò (l’ufficiale del registro), Salvatore Schiavo di Cola (Commissario Imperiale), Christian Saitta (Zio Bonzo), Nicolò Rigano (Principe Yamadori) e Lorrie Garcia (Kate Pinkerton). Interprete sempre vario e arguto Marcello Nardis nei panni di Goro.

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©Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

Si conferma straordinaria la Suzuki di Manuela Custer, che contiene dentro di sé un universo emotivo tale da far vibrare di autentica commozione le sue frasi, una su tutte “sovente a questa siepe veniste a riguardare lungi, piangendo, nella deserta immensità”.

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©Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

Altrettanto partecipe è lo Sharpless di Mario Cassi, dotato di nobiltà d’accenti e sapienza nel porgere che concorrono nel creare il ritratto di un console saggio e dalla spiccata umanità.

Veniamo ora alle novità di questa recita, ossia ai due protagonisti, partendo dal Pinkerton di Raffaele Abete. Il tenore ammanta il suo personaggio di originalità, caratterizzandolo di un ardore giovanile lontano dalla volgarità con cui spesso si dipinge il tenente della marina USA. A questo corrisponde anche la linea vocale elegante, pulita che si giova di un timbro latino, solare e benedetto dalla natura.

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Grazie a Custer, Cassi e Abete il terzetto del III atto è uno dei momenti più alti dell’intera recita.

Non convince purtroppo la prestazione della protagonista Daria Masiero, la quale pur dotata di voce importante, non arriva ad una definizione complessa del difficilissimo personaggio di Cio Cio San, mancandole la tenerezza, l’ingenuità e la freschezza. Il suo momento migliore è  il finale dove può mettere in luce un’indubbia energia vocale.

Al termine un calorosissimo successo con un teatro finalmente gremito.

Francesco Lodola

Verona, 22 dicembre 2019

 

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