ARTE E AMORE: PUCCINI ALL’ARENA DI VERONA

L’antologia monografica dell’Arena di Verona si è conclusa con una serata dedicata a Giacomo Puccini, il secondo uomo di punta dell’Arena dopo Verdi. Turandot è diventata negli anni uno dei capisaldi del repertorio areniano, tale da essere considerata alla stregua di Aida, anzi probabilmente è ideale per questi spazi, grazie alla sua grandiosa architettura musicale.
In questa serata sfilavano dunque i capolavori pucciniani come La Bohème, Madama Butterfly (l’ultima a fare il suo ingresso in Arena nel 1978), Manon Lescaut, Tosca e appunto Turandot.
Non manca però una primizia, Le Villi, di cui vengono eseguite la Tregenda e il coro “Evviva i fidanzati”.

Puccini_EnneviFoto_220820_2872_20200822
©Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

Sul podio il Maestro Andrea Battistoni dimostra nuovamente la sua affinità con Puccini. Ricordiamo ancora un concerto all’alba della carriera del Maestro dove diresse l’Intermezzo di Manon Lescaut già con mirabile ispirazione. E oggi lo ritroviamo ancora intenso, rapito da questa musica, attento a metterne in luce tutte le preziosità strumentali senza però oscurare il canto, anzi accompagnandolo con sapienza.

Puccini_EnneviFoto_220820_3070_20200822

Sul palcoscenico un parterre di cantanti di grande livello. Innanzitutto citiamo il brillante contributo di Carlo Bosi e Gianfranco Montresor, oltre che del piccolo Marco Bianchi nel ruolo del pastorello di Tosca.
Piero Pretti si cimenta in una delle pagine più amate del repertorio pucciniano, “Che gelida manina”, mettendo in risalto una bella vocalità e un’espressività sincera e vibrante.
Al suo fianco Eleonora Buratto è una Mimì ideale, piena di grazia, con il suo timbro cremoso e carezzevole. Quando attacca “ma, quando vien lo sgelo” si rimane incantati dalla trasparenza e soavità dei suoni. I due chiudono la loro performance con il duetto di Bohème del I atto (O soave fanciulla), in romantico abbandono.

Puccini_EnneviFoto_220820_3409_20200822
Segue dunque Hui He, che del personaggio di Cio Cio-San ha fatto in questi anni uno dei suoi ruoli simbolo e che anche questa volta si impone per l’intensità degli accenti, l’identificazione nel personaggio sia nel liricissimo “Un bel dì vedremo” che nel finale “Tu, tu, piccolo Iddio” dove giganteggia.
Chiude il trio femminile Maria José Siri, la quale sfoggia il suo canto sempre ben costruito e una solidità espressiva che si apprezzare soprattutto in “Vissi d’arte” (inizialmente affidato alla Diva Angela Gheorghiu, assente per indisposizione) miniato con sfumati effetti vocali.

Puccini_EnneviFoto_220820_4170_20200822
Nel III atto di Tosca le si affianca il tenore Marcelo Álvarez, il quale pur sfoderando ancora uno dei più suggestivi timbri del panorama attuale, risulta anche affaticato un po’ nella salita agli acuti.
In mezzo si faceva apprezzare Alberto Gazale nel “Te Deum” dal I atto di Tosca.
Splendido protagonista anche il Coro dell’Arena di Verona diretto da Vito Lombardi, sia nel coro delle Villi che nel coro a bocca chiusa da Butterfly e nel bis con il finale di Turandot.
Grande successo per tutti e tanti “Viva Puccini” al termine.

Sara Feliciello

Verona, 22 agosto 2020

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...