SERGEJ KRYLOV AL VERDI DI TRIESTE

Per la seconda settimana consecutiva, il teatro Verdi ottimo un sold-Out, il secondo concerto della attività sinfonica 2020-2021 vede l’orchestra della fondazione accompagnare il celebre violinista Sergey Krylov in un percorso molto impegnativo nella doppia veste di direttore e solista. Il concerto è iniziato con la celebre ouverture Romeo e Giulietta del compositore Pëtr Il’ič Čajkovskij: la lettura di questo capolavoro ha subito svelato le carte di una serata musicalmente molto interessante e allo stesso tempo piena di domande tecniche per chi ha un orecchio sopraffino. La grande pagina russa ha visto sfoggiare una tavolozza di tinte estreme sempre ben eseguite ma mai unite in quadro unitario. L’orchestra si presenta pronta in ogni sezione: la pastosità del suono dei archi, la brillantezza dei fiati, la sezione delle trombe squillante e quasi militare, ma per chi scrive mancava un “collante” che redesse queste sezioni un unico grande dipinto.

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©Fabio Parenzan/Teatro Verdi di Trieste

Sergey Krylov ha successivamente preso in mano il suo violino per l’esecuzione del concerto in Mi minore per violino e orchestra di F.Mendelssohn. La tecnica e il suono del suo violino hanno letteralmente ammaliato tutto il pubblico: Krylov è un violinista eccezionale, riesce a incantare tutti. Nel complesso l’esecuzione del concerto di Mendelssohn è stata veramente ottimale. Il programma proseguiva con l’ouverture dall’opera La Gazza ladra di Gioacchino Rossini, una lettura “veloce” ma nel complesso ben sentita dal direttore. A chiudere il programma “ufficiale” il terzo tempo del Concerto n° 2 di Niccolò Paganini. La campanella ha ben risuonato all’interno del Teatro Verdi, il solista e direttore Krylov ha ben saputo portare a termine un colosso atteso da tutto il pubblico presente. La serata si è conclusa con due importanti bis: il primo l’ouverture da Le nozze di Figaro di Mozart e il secondo lo scherzo dal Sogno di una notte di mezza estate sempre di Mendelssohn.

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©Fabio Parenzan/Teatro Verdi di Trieste

Il pubblico triestino manda un bellissimo segnale al teatro dimostrando un legame che fa ben sperare. Trieste, come già accennato alla scorsa recensione, ha “fame” di cultura e questi concerti ne son la dimostrazione. Concludendo, una bella serata di musica e passione che fanno bene all’animo.

Matteo Firmi

Trieste, 27 settembre 2020

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