“CANTO TAMINO SOGNANDO VERDI E PUCCINI”: INTERVISTA AD ANTONIO POLI

In occasione della ripresa di Die Zauberflöte al San Carlo di Napoli, una delle tante produzioni saltate durante il lockdown e recuperata in forma di concerto, abbiamo intervistato Antonio Poli, una delle voci di tenore più apprezzate del panorama musicale, impegnato nel massimo napoletano nel ruolo di Tamino, che affronterà, in questa occasione, (forse) per l’ultima volta. Nel nostro incontro ci ha raccontato, inoltre, i nuovi orizzonti di repertorio verso cui la sua voce lo sta portando.

Antonio, durante il periodo di quarantena abbiamo fatto una chiacchierata live in cui ci hai raccontato il tuo Lock down, come analizzi quel periodo a posteriori, adesso che, con tutte le restrizioni, la vita ha iniziato a muoversi nuovamente?

È stato un periodo molto difficile, pieno di dubbi, incertezze e anche paura visto che non sapevamo se e quando saremmo tornati a fare il nostro mestiere, ma personalmente sono riuscito a godermi la mia casa e la mia famiglia e anche a riposarmi, cosa che nel nostro lavoro è quasi sempre impossibile per quanto necessario. Un lungo periodo di riflessione, dunque. Pensavo lo avrei vissuto con più tensione invece ho cercato di affidarmi al messaggio che voleva mandarmi la vita e a vivere pienamente il tempo a mia disposizione.

Già questa estate la tua attività artistica è ripartita, raccontaci di come è stato riprendere a lavorare e a quali progetti hai preso parte?

In un periodo così e dopo vari mesi di lockdown ricevere la notizia di poter ritornare a fare musica è stato qualcosa di grandioso. Sono stato a Piazza del Plebiscito a Napoli e al Teatro Greco di Taormina con la Nona di Beethoven, Dido and  Aeneas al Teatro La Fenice di Venezia ed ora sono a Napoli per Il Flauto Magico.

A proposito di Napoli, quali emozioni hai a cantare in uno dei Teatri più antichi e prestigiosi del mondo?

Sono oramai di casa a Napoli dove ho cantato in diverse produzioni e dove tornerò anche il prossimo anno per il Requiem di Mozart. Amo Napoli, amo i napoletani e il Teatro San Carlo con il quale spero di avere sempre una bellissima collaborazione.

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Questo spettacolo sarà in forma di concerto, e dunque senza una regia, quanto si fa sentire questo fatto nel lavoro, la avverti come una mancanza?

Die Zauberflöte è puro teatro e farlo in forma di concerto e senza i dialoghi sicuramente priva lo spettatore di una parte importantissima dello spettacolo d’opera, ma cerchiamo di non pensarci tanta e la gioia di poter tornare in Teatro e fare Arte per il nostro amato pubblico, anch’esso penalizzato dalle stringenti norme Covid19.

Questo Tamino segna per te un punto importante della carriera, ce lo vuoi raccontare?

Tamino è cresciuto insieme a me e ha seguito l’evoluzione della mia voce. Questo ha fatto sì che ogni volta io potessi vivere il testo e la musica con sempre maggiore profondità.  È sempre emozionante vivere le tortuose vicende e le prove che questo personaggio affronta in questo spartito dalla musica celestiale. In questo momento la mia voce, però mi spinge verso ruoli che puntano più al tenore lirico. Proprio per questo ho deciso che, se sarà il caso, incontrerò di nuovo questo straordinario personaggio solo in occasioni speciali.

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Il nuovo repertorio che affronterai riguarderà quali compositori?

Affronterò ruoli del repertorio lirico/belcantistico italiano e prevalentemente Verdi, Puccini e Donizetti.

Quali dei ruoli del repertorio che hai cantato sinora continuerai ad affrontare?

Sicuramente Alfredo in Traviata e Macduff in Macbeth, Edgardo in Lucia di Lammermoor e Nemorino in Elisir d’amore di Donizetti. Gli unici ruoli mozartiani che intendo lasciare, almeno per il momento, sono Don Ottavio in Don Giovanni e Tito ne La Clemenza di Tito.

Quali sono i tuoi impegni artistici nell’immediato futuro?

Non posso dire ancora molto visto che, causa Covid, molti impegni programmati sono ancora incerti, ma posso dire che debutterò Luisa Miller di Verdi e Caterina Cornaro di Donizetti. Ovviamente, continuerò con i miei amati Requeim di Verdi in giro per il mondo e, come preannunciato, eseguirò Requiem di Mozart qui a Napoli.

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C’è un ruolo che ti piacerebbe affrontare, anche a lungo termine?

Sicuramente Riccardo in Un ballo in Maschera, Don Carlo, Ernani e Simon Boccanegra. A breve termine vorrei debuttare Rodolfo nella Bohème di Puccini.

Ci sono dei consigli che in un momento tanto delicato ti senti di dare a tutti i giovani che studiano per fare questo mestiere?

Mi rendo conto che al momento questa situazione rende difficile guardare al futuro con ottimismo. Le limitazioni e le problematiche legate alla pandemia avranno conseguenze anche quando tutto questo, speriamo quanto prima, sarà passato. E proprio per questo che credo che le prossime generazioni abbiano il dovere morale di esprimere tutta la loro energia affinché l’Opera e lo spettacolo dal vivo restino tra i fondamenti essenziali della vita di questo paese e del mondo intero.

Grazie ad Antonio Poli e In bocca al lupo!

Paolo Mascari

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