INTERVISTA A MARIANGELA VACATELLO

Trieste si prepara al terzo concerto della stagione artistica. Venerdì 9 ritorna il grande virtuosismo del pianoforte con Mariangela Vacatello e Jordi Bernàcer sul podio. Il programma della serata vedrà l’apertura con Capriccio Italiano di Čajkovskij  e successivamente due pagine immortali di Ludwig Van Beethoven, il quarto concerto per pianoforte e orchestra e la terza sinfonia. Oggi con noi di Ieri,Oggi, Domani, Opera c’è Mariangela Vacatello, classe 1982, vincitrice di numerosi concorsi internazionali e solista di fama mondiale. 

Lei da giovanissima si è cimentata nel Concorso “Busoni” di Bolzano, cosa significa per una giovane studentessa confrontarsi in un concorso? 

Si, il Busoni è stato uno dei concorsi dove ho partecipato e dove sono stata più orgogliosa. La preparazione ad un concorso è totale e i mesi precedenti sono scanditi da una disciplina di studio forte – come per gli sportivi alle olimpiadi! –  che è determinante non solo per la competizione stessa (di cui non si può conoscere il risultato finale) ma serve a comprendere la propria motivazione nel percorso di una carriera e iniziare ad assaporare anche i sacrifici che ne fanno parte.

©Massimo Denari

Oltre ad essere una solista di fama è anche un’insegnante di conservatorio, cosa si aspetta dai suoi studenti?

Qual è l’insegnamento più grande che lei ha ricevuto nella sua carriera ?  Penso che il lavoro di un insegnante sia lungo proprio come una carriera concertistica! Tento di comunicare ai miei studenti non solo l’amore per ogni cosa che studiano, che affrontano e che li mette davanti a problematiche di diverso genere, ma anche di far capire che bisogna lavorare costantemente e con molta pazienza. La musica, come ogni altro mestiere che si desidera fare al meglio, richiede impegno, curiosità, lavoro su se stessi. La vita musicale è lunga ed ha bisogno di essere innaffiata tanto e con tanta passione e intelligenza. 

Venerdì sera si esibirà nel quarto concerto di Beethoven per pianoforte e orchestra, cosa significa preparare un concerto per pianoforte e orchestra? 

Questo è uno dei concerti che hanno accompagnato la mia carriera e sono estremamente fortunata ad avere la possibilità di poter conoscerne già diverse “chiavi di lettura”, così poter comprendere una parte (piccola forse) del pensiero del compositore e gioire di questo capolavoro. Un capolavoro che posso condividere con altri musicisti: è meraviglioso quando sul palco e durante le prove si instaura un filo invisibile di tensione e comprensione reciproca. 

©Davide Cerati

Nella sua carriera lei ha avuto numerosi concerti come solista e altri insieme con orchestre, secondo lei ci sono differenze nella preparazione sia a livello tecnico che interpretativo? 

Si, oltre settecento concerti e ognuno, se rileggo i vecchi programmi, ha una sua storia. 

 Lei preferisce esibirsi da sola o con l’orchestra? 

In certi momenti preferisco essere sola poiché nel poco tempo a disposizione di prove insieme non è sempre così semplice arrivare insieme a dei compromessi musicali. Il lavoro del solista e dell’orchestra ha dei tempi di studio (preparazione) molto diversi tra loro e, alcune volte, il linguaggio che si parla con coincide perfettamente. Però, d’altro canto, condividere la Musica sul palco insieme ad altri professionisti regala dei momenti di condivisione meravigliosi, talvolta inaspettati e quindi non saprei dirle cosa scelgo!

Quest’anno la cultura ha subito una brusca frenata, il lockdown ci ha obbligati a fermarci. Come ha trascorso quei mesi? 

Ho lavorato con i miei studenti online e ho tenuto conversazioni/interviste sui social e per i giornali. Ho studiato con un po più di calma e pensato moltissimo ai progetti che vorrei per il mio futuro musicale. La chiusura ha creato domande e dubbi ma allo stesso tempo mi ha fatto vedere con più chiarezza che non dobbiamo dimenticare le molte sfumature e gentilezze della vita che tendiamo a scansare e che sono però anche un nostro nutrimento.  Come persone e anche come artisti.

©Davide Cerati

Se avesse l’opportunità di incontrare uno dei grandi compositori del secolo scorso chi incontrerebbe? 

Debussy, anche se aveva un caratterino….

Ringraziamo la M°Vacatello e non resta altro che correre in biglietteria e prendere un biglietto per venerdì sera!

Matteo Firmi

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