Le difficoltà del Covid impongono sempre più musica in formato “streaming”, ma spesso noi addetti del settore non conosciamo le difficoltà di chi riprende e organizza i nostri eventi on line. Per questa intervista ho pensato alla 2R Studio produzioni musicali che nei anni è diventata partner del concorso pianistico internazionale Busoni di Bolzano. In questi giorni abbiamo chiacchierato Riccardo Radivo CEO dell’azienda, che si occupa anche della regia televisiva delle loro produzioni

Ciao Riccardo e grazie della tua disponibilità di chiacchierare con noi, di cosa si occupa la tua azienda ? 

Innanzitutto grazie a te Matteo di questa chiacchierata e vengo subito al dunque. La mia ditta si occupa di produzioni audiovisive e di live streaming. Siamo specializzati nella produzione di musica classica sia solistica che cameristica, fino ad arrivare alla musica sinfonica o operistica. Oltre alla produzione audio/video  abbiamo un’etichetta digitale che produce CD distribuendo il prodotto in oltre 200 piattaforme digitali nel mondo. Collaboriamo con artisti, case discografiche, teatri e concorsi musicali internazionali come ad esempio il Busoni Piano Competition di cui  proprio in questi giorni stiamo curando la selezione internazionale con il Glocal Piano Project, coordinando 23 paesi assieme alla Steinway&Sons. Un progetto molto complesso che ha visto 97 candidati affrontarsi in 23 paesi differenti con delle registrazioni audio video di altissima qualità con la regia appunto dalla 2R Studio Produzioni Multimediali. 

Quali sono le difficoltà più grande che trovate nella produzione di un concerto in streaming ?

Mi verrebbe da dire l’ignoranza prima di tutto, la chiusura mentale e l’impreparazione tecnica della maggioranza dei teatri italiani. La poca ricerca di qualità nello streaming avviene affidando a pseudo professionisti che si improvvisano nel campo musicale che invece richiede qualità, peculiarità e profonda conoscenza della musica. Ma non c’è l’idea principale di investimento in questo settore, in Italia ovviamente, mentre all’estero qualsiasi sala da concerto è fornita quantomeno di un collegamento con banda larga per poter gestire questo tipo di eventi. Mi ricorderò sempre, dovevamo fare una produzione con Martha Argerich per l’inaugurazione di un Teatro appena restaurato. Appena arrivammo vidi “l’armadio” di fibra banda larga proprio fuori della porta del tetro e pensai “siamo a cavallo”. Mi collegai e riscontrati con stupore che all’interno del teatro avevano una linea ADSL normale a 7 mega contro i 100 mega di una banda larga…chiesi spiegazioni e mi dissero che non ci avevano pensato, che per loro l’ADSL per gli uffici e la biglietteria era sufficiente. Per fortuna avevamo con noi i nostri modem LTE e riuscimmo a trasmettere l’evento in tutto il mondo e non solo, essendo il teatro sold out facemmo rimbalzare il segnale in due cinema cittadini per accontentare e permettere a tutti i cittadini di poter vedere questo concerto straordinario.  A Vienna, per fare un altro esempio, hanno un mega schermo di 54mq  in piazza che trasmette tutto quello che accade all’Opera di Vienna, qui in Italia ti dicono che se fanno così nessuno poi viene in teatro a vedere i concerti o l’opera dal vivo, non riescono proprio a capire che qualsiasi divulgazione tecnologica della musica porterà più persone all’interno di un teatro ad assistere ad uno spettacolo dal vivo. La paura, e come detto l’ignoranza di ciò che non si conosce porta le dirigenze di teatri a fare scelte chiuse, vecchie e conservatrici che li taglieranno fuori dal mondo musicale che sta e deve cambiare.

Cosa pensi della grande diffusione di questo tipi di eventi ? Fanno bene o danneggiano la musica ? 

La musica in generale ma soprattuto la classica ha bisogno di qualità, avvicinarsi il più possibile ad un suono e a delle immagini reali, le produzioni di bassa qualità danneggiano terribilmente sia la musica che gli operatori tecnici di questo settore. Ma anche qui la poca lungimiranza dei direttori artistici di festival e teatri che pur di risparmiare affidano a incompetenti la realizzazione di questi spettacoli on line con un suono orribile e immagini e regia da dilettanti. Purtroppo anche uno Stato assente dal punto di vista culturale ed economico non aiuta le casse già magre dei teatri o associazioni che spesso sono costrette a trovare dei compromessi che a mio avviso fanno più danni che altro.

Nella produzione di un evento audiovisivo, quanto importante è l’analisi delle partiture ? 

Direi fondamentale, fondamentale per noi che siamo già nel campo da anni e conosciamo a memoria tutto ciò che succede in un concerto per pianoforte ed orchestra ad esempio, figuriamoci l’importanza per i meno esperti che hanno conoscenze più limitate. Senza partitura scendiamo sull’improvvisazione che è l’antitesi di professionalità.

Cosa deve aspettarsi un giovane esecutore da un evento “on line” ? 

I giovani artisti sono il nostro futuro sono gli unici a poter capire l’importanza di questi eventi, ma, non mi stancherò mai di ripeterlo, dobbiamo dare loro la qualità altrimenti fanno bene a rifiutarsi di fare concerti on line. Altra cosa importante il concerto on line all’artista deve essere riconosciuto come un vero e proprio concerto con lo stesso identico cachet. Qui in Italia ho sentito molti artisti lamentarsi che i direttori artistici pretendevano il concerto gratuito perchè on line e privo di pubblico in sala, anche questo frutto di una mentalità retrograda che molte dirigenze musicali ahimè hanno. 

 Grazie Riccardo per il tempo che ci ha regalato e per aver raccontato un po del “dietro le quinte” di questo tipo di eventi.

Matteo Firmi

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