Ci sono anime che a distanza di secoli incrociano il loro sentire e vibrano di simili affinità: è il caso delle anime di Wolfgang Amadeus Mozart e di Pëtr Il’ič Čajkovskij, i due autori protagonisti del primo concerto in streaming della stagione sinfonica 2021 di Fondazione Arena di Verona. 

Čajkovskij venne definito da Fanny, la governante francese di casa, “il ragazzo di vetro”, mentre Mozart dietro i suoi scritti irriverenti cela un estremo bisogno di affetto e una malcelata malinconia. Entrambi sono due creature ipersensibili, nevrotici, nati sotto Saturno. 

Il programma della serata al Teatro Filarmonico di Verona includeva le mozartiane Ouverture da La Clemenza di Tito, Messa in do maggiore per soli coro e orchestra KV 257, Ouverture da Die Zauberflöte, mentre di Čajkovskij si ascoltava la Suite n. 4 op. 61 “Mozartiana”. 

Le Ouverture de La Clemenza di Tito così come quella di Die Zauberflöte mettono in rilievo la sacralità della musica mozartiana, quella solennità mai esibita, ma fatta di un introspettivo rigore, che si stempera in un lirismo trasparente e puro. Le stesse caratteristiche si possono riscontrare nella Messa KV 257 (Credo-Messe), la quale fa parte di un gruppo di sei messe che Mozart scrisse tra il 1774 e il 1776, nello stesso periodo di composizione de La finta giardiniera.  Qui il Cigno di Salisburgo porta a sublimi livelli di raffinatezza il genere della Landmesse, una forma musicale sacra nata in ambito popolare, ma nobilitata in precedenza da Haydn, e qui portata ai suoi vertici di lirismo da Mozart. La Mozartiana di Čajkovskij è proprio un ispirato omaggio alla grandezza di Mozart, all’essenza spirituale e pura della sua musica.

A dirigere le compagini areniane nel concerto trasmesso in streaming dal Teatro Filarmonico, il Maestro Francesco Ivan Ciampa, il quale sa cogliere sapientemente la cifra stilistica e interpretativa di tutti i brani proposti, cogliendo e facendo emergere ogni dettaglio strumentale e il liricissimo gioco vocale della Credo-Messe. Splendida la prova dell’Orchestra, così come quella del Coro diretto da Vito Lombardi. Bene anche il soprano Manuela Schenale, il contralto Tamara Zandonà, il tenore Antonino Scarbaci e il basso Valentino Perera, impegnati nelle parti solistiche della Messa.

Francesco Lodola

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