Siamo sempre dell’idea che un artista dovrebbe avere la possibilità, non solo di avere il giusto tempo di prove, ma anche di poter sviluppare nel corso di più recite un rapporto di confidenza crescente con il palcoscenico dove si agisce, e con la buca con la quale ci si confronta. Tuttavia è anche interessante poter avere la possibilità di ascoltare e osservare interpretazioni diverse nel giro di poco tempo. Arena 2021 mette in atto proprio questo, con un susseguirsi di grandi interpreti ad ogni replica.

Nella seconda recita de La Traviata la costante era la saldezza della direzione del Maestro Francesco Ivan Ciampa, timoniere sicuro e coinciso nel definire le tinte e l’intensità della narrazione teatrale. Nel ruolo del titolo ritornava Irina Lungu, decisamente più coinvolta rispetto alla prima, sempre delicata nella linea di canto e nell’interpretazione.

©Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

Dopo undici anni da una fugace apparizione in occasione degli Oscar della Lirica, faceva finalmente il suo debutto in un’opera Celso Albelo, Alfredo di bella voce, passionalità, che emerge particolarmente nell’epicheggiante cabaletta del II atto (“O mio rimorso”), coronata dalla puntatura non scritta. Frequentatore abituale nonché gloria veronese, Simone Piazzola vestiva nuovamente i panni di un personaggio di cui è diventato negli anni interprete di riferimento, Giorgio Germont. Anche in questa occasione il baritono mostrava la capacità di plasmare il suo splendore vocale con una linea interpretativa nobile e suggestiva nell’uso dei colori e nella limpidezza del legato.

©Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

Debutti stagionali anche per gli efficaci Marcello Nardis (Gastone) e Dario Giorgielè (Marchese d’Obigny). Bene anche Romano Dal Zovo (Dottor Grenvil), Nicolò Ceriani (Barone Douphol), Victoria Pitts (Flora), così come la debuttante Chiara Tirotta nei panni di Annina. Funzionali i contributi di Max Renè Cosotti (Giuseppe) e Stefano Rinaldi Miliani (Domestico/Commissario).

Risulta ancora una volta pratico l’allestimento scenico/video, anche se si nota un lavoro più discontinuo sulle masse e sui solisti.

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