La passione pucciniana è un vento catalizzatore di forza inesauribile. Lo si respirava bene alla Tosca che apriva la stagione estiva del Teatro Verdi di Pisa, la prima della nuova direzione artistica di Enrico Stinchelli, che curava anche la regia di questa prima produzione.

Ospitava l’amore disperato di Mario e Floria uno dei luoghi all’aperto più incantevoli della città di Pisa, lo storico Bastione Sangallo, nel Giardino Scotto, sulle cui pareti venivano proiettate immagini che evocavano le atmosfere della topografia pucciniana. La regia di Stinchelli curava con linearità ed eleganza i movimenti degli interpreti, guidandoli a vivere i propri personaggi all’interno di questo peculiare luogo.

Sul podio il M° Hirofumi Yoshida cercava con preziosa maestria una coesione tra le varie componenti dello spettacolo. L’Orchestra Arché gli risponde in maniera alterna, mostrando un precario equilibrio tra le sua varie sezioni. Funzionale l’apporto del Coro Arché (diretto da Marco Bargagna) e del Coro di voci bianche “I Cantori Di Burlamacco” diretto dalla Prof.ssa Susanna Altemura.

Il cast vocale si rivela invece compatto e con indubbie qualità. Tea Purtseladze nel ruolo del titolo, delinea un personaggio vocalmente affidabile, grazie al bel timbro e ad un’evidente intensità interpretativa. La frequentazione del ruolo la può portare solo ad accrescere la profondità della sua interpretazione.

Le è accanto il Mario Cavaradossi di Dario Di Vietri, voce timbricamente privilegiata, che non solo coglie i momenti clou che Puccini gli affida (le due arie vengono cantate e interpretate con trasporto e coinvolgimento), ma che costruisce un personaggio sempre drammaticamente reattivo e musicalmente accurato e preciso.

Lo Scarpia di Giuseppe Altomare, non è forse così privilegiato dal punto di vista del colore vocale, ma è un interprete raffinato, che sa dare peso e sfumature alle melliflue frasi del suo personaggio.

Ottimo il comparto delle parti di fianco: Adriano Gramigni (Angelotti), Angelo Nardinocchi (Sagrestano e carceriere), Antonio Pannunzio (Spoletta) e Gaetano Triscari (Sciarrone).

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