Carmen, uno dei ruoli che ogni artista sogna nella propria carriera: un personaggio completo sia vocalmente che teatralmente, che può diventare un cavallo di battaglia, un ruolo in cui esprimere tutte le proprie qualità. Lo sa bene Ketevan Kemoklidze, che ormai da alcuni anni veste abitualmente i panni dell’eroina di Bizet, e che abbiamo avuto il piacere di incontrare nuovamente in occasione del suo atteso ritorno al Teatro Massimo di Palermo.

Torni a Palermo con Carmen dopo essere stata lì Rosina dodici anni fa…non ti sei spostata da Siviglia ma come affronti l’emozione di questo nuovo incontro con il pubblico siciliano?

L’emozione di tornare a Palermo è veramente grande e sono felicissima di tornare a Palermo dopo dodici anni e di incontrare nuovamente il pubblico siciliano. C’è veramente un disegno strano, una coincidenza, perché dopo aver fatto il mio debutto con un ruolo “sivigliano” torno con una Rosina cresciuta, che è diventata Carmen….sempre “Près des remparts de Séville”!

Tra questa Rosina e questa Carmen è passata molta acqua sotto i ponti, tanti debutti importanti: Eboli, Seymour, Laura della Gioconda. Com’è cambiata la tua Carmen attraverso questi personaggi?

Si, quando ho cantato la prima volta a Palermo avevo appena cominciato la mia carriera, e dopo dodici anni mi sento un’artista completamente diversa…ho affrontato tanti ruoli nuovi, e ho avuto anche tante esperienze di vita, e grazie a questo la mia Carmen si è arricchita come personaggio, è diventata più interessante anche per me. Credo che la cosa straordinaria di Carmen è il suo essere un’unione di più donne diverse, di più personaggi. Per questo ogni ruolo che ho interpretato è servito per far crescere la mia visione di Carmen: è un ruolo in cui ogni volta scopro qualcosa di nuovo. Il cantarla poi in spettacoli ogni volta diversi, mi porta a trovare sempre un nuovo punto di vista su di lei, e delle volta penso di conoscerla meglio di me stessa. La meraviglia è il suo essere un pozzo senza fondo di scoperte, anche durante il momento della recita.

©Guillermo Mendo

Lo spettacolo di Bieito ti ha già visto protagonista: è uno spettacolo pieno di significati e di grande impatto. Qual è il tuo approccio a questa visione di Carmen e in generale ad un tipo di spettacolo molto pesante anche fisicamente?

Ho cantato Carmen a Siviglia in questo spettacolo, che non è tipicamente sivigliano, ed è sicuramente diverso da quello che il pubblico si aspettava da una Carmen nella sua città, ma è uno spettacolo bellissimo, perché la figura di Carmen è ritratta nei suoi aspetti più profondi, e la femminilità stessa, per la quale ancora oggi combattiamo tutti i giorni, trova una riflessione profonda in questa regia. La libertà di scegliere è al centro, la libertà di poter esprimere sé stesse. Viene fuori la nostra società: Carmen è una donna come noi, la possiamo trovare nelle nostre strade, potremmo essere davvero noi. Ci si può rispecchiare benissimo in questa donna decisa. Quello che mi fa riflettere di più di questa Carmen di Bieito è il IV atto, dove si capisce perfettamente la frustrazione di Don José nel doversi confrontare con una donna che ha la forza di decidere per sé stessa e di dire quello che pensa….una situazione che è purtroppo vicinissima alla nostra realtà. E’ una produzione anche impegnativa e difficile, a Siviglia l’ho cantata poco dopo aver partorito e sono felice che sia andata bene! Ci vuole davvero una forza fisica per attraversare tutto il cammino di questa Carmen nella produzione di Bieito, i suoi cambiamenti e la sua evoluzione.

©National Geographic Magazine – Georgia/Could Studio

Quali sono i ruoli che sogni in questo momento?

Ho quasi cantato tutti i ruoli dei miei sogni…Mi manca solo Amneris, che avrei dovuto debuttare la scorsa stagione e cantare in più produzioni, cancellate a causa della pandemia. Spero però che vengano riprogrammate, così che non mi sfugga il debutto in un personaggio verdiano così importante, dopo aver debuttato abbastanza recentemente Eboli. Amneris sarebbe la naturale prosecuzione. Ci sono tanti altri ruoli che mi piacerebbe cantare, ma che vedo al momento molto lontani…un vero sogno sarebbe la Isolde!

Quali saranno i tuoi prossimi impegni?

Dopo Palermo sarò al Palau de la Música di Barcellona per un concerto, poi sarò ad Oviedo per la Grande Messa in Do minore K427 di Mozart, successivamente farò alcuni concerti, il mio debutto come Charlotte in Werther. Ritornerò al Teatro de la Zarzuela di Madrid, e sempre a Madrid sarò Carmen all’Auditorio Nacional. Mi aspetteranno poi le mie Amneris! speriamo! L’importante è avere salute e speranza!

Grazie a Ketevan Kemoklidze e In bocca al lupo!

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