Continua la stagione del Teatro Verdi con Madama Butterfly e Pasticci a Trieste che debutterà a fine mese. L’opera pucciniana nell’allestimento del 2019 a cura di Alberto Triola ha lasciato un buon segno su tutto il pubblico presente. La regia di stampo classico e molto funzionale, ben accolta dal pubblico triestino nel primo allestimento, è stata rivista e lievemente modificata per le normative Covid19 da Libero Stelluti. La compagine di canto vedeva Evgenia Muraveva nel ruolo di Butterfly, Francesco Castoro nel ruolo di Pinkerton, Elia Fabbian in quello di Sharpless e Na’ama Goldman nel ruolo di Sukuzi. Le altre parti minori le trovate nella tabella a fondo pagina. Una lettura forte e appassionata quella di Francesco Ivan Ciampa (al suo debutto a Trieste): il direttore ha trasmesso passione e fermezza nella lettura di ogni pagina dell’opera. Ciampa ben comunica con l’orchestra che lo segue con ogni forza, ottime le differenze dinamiche e un lirismo che poche volte si è sentito a Trieste. Con tutte le difficoltà di questo spietato periodo, Ciampa riesce a produrre musica e allo stesso tempo sentimento.

L’orchestra della fondazione ha sfoggiato ottima grinta, rispondendo molto bene alle richieste del direttore. Il coro della Fondazione , diretto da Paolo Longo ben si presenta alle scene, preparato e con vocalità ben definita. La russa Muraveva nel ruolo di Butterfly dipinge una quindicenne timida e fragile, qualità del personaggio che sono state anche trasportate alla voce. Buona l’aria “Un bel dì vedremo”, però in molti punti la voce non ha trasmesso tutte le qualità che Puccini richiede. Francesco Castoro nel ruolo di Pinkerton non ha convinto totalmente né per le capacità attoriali dove spesso è risultato impacciato e poco presente né in quelle vocali dove il suo strumento non reggeva la massa sonora che Puccini richiede. Ottimo e convincente Elia Fabbian: con un timbro ben definito e vocalità piena dipinge un Sharpless che si accorge da subito della catastrofe che la giovane giapponesina avrebbe vissuto a breve. Buoni tutte le compagini secondarie, l”ufficiale del registro interpretato da Giuliano Pelizon, Giovanni Palumbo nel ruolo del ufficiale imperiale e Kate Pinkerton impersonata dalla bravissima Silvia Verzier.

Un allestimento che è risultato poco sentito, ma con buoni applausi in chiusura. 

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