TEATRO REGIO DI TORINO: LA BISBETICA DOMATA

Nel mese di novembre ritorna la danza al Teatro Regio di Torino con due debutti: il balletto “La bisbetica domata” nella versione di Jean-Christophe Maillot ed il flamenco di “Fuego”.
Per il primo titolo si ripresenta, dopo un’assenza di dieci anni quando si esibì nella celebre Bella addormentata, la prestigiosa compagnia di danza Les Ballets
de Monte-Carlo; il lavoro è indubbiamente ed inevitabilmete diverso dai classici balletti come quello appena citato di Čajkovskij: La bisbetica domata è
anzitutto del recentissimo 2014 quando venne creato per il moscovita Teatro Bol’šoj, da allora è rapidamente cresciuto di fama finendo per essere rappresentato nei maggiori teatri del mondo e finendo inoltre per vincere, nel 2015, tre Masques d’Or come miglior spettacolo coreografico, miglior ruolo femminile e miglior ruolo maschile.

©️Alice Blangero

Quello che appare evidente nel lavoro del coreografo Jean-Christophe Maillot è la volontà di far trasparire un lato più serio e profondo rispetto all’opera
shakespeariana intrisa di ironia ed umorismo, ma spesso ridotta ad un mero manifesto maschilista sulla repressione femminile.
Le intenzioni di Maillot sono state appunto quelle di rendere la commedia una ricerca del proprio complemento, nella quale i due partner anticonformisti
vengono posizionati sullo stesso livello, senza voler far trasparire una vera
dominazione dell’uno o sottomissione dell’altra, mostrando ancora “una coppia
di gatti selvatici, piuttosto che una bisbetica che combatte con un domatore” – sempre Maillot afferma – “Volevo trasmettere l’idea che tutti possano trovare la propria metà, indipendentemente dal proprio carattere. – Chi può dire in amore quali siano gli amanti meglio abbinati? L’amore e l’attrazione fanno parte di
quelle cose misteriose che non sta a noi giudicare.”

©️Alice Blangero

Ottima e molto apprezzata dal pubblico la scelta di dar vita alle coreografie sulle carismatiche musiche e sui brani più frizzanti di Šostakóvič, con un finale che a molti sarà risultato familiare: Tahiti Trot, Op. 16, vale a dire l’orchestrazione del celebre Tea for Two tratto dal musical del 1925 “No, no, Nanette” di Vincent Youmans, che Šostakóvič stesso scrisse nel 1927 in soli tre quarti d’ora e dopo un solo ascolto del brano originale a seguito di una scommessa col direttore d’orchestra Nikolaj Mal’ko che ne dirigerà poi la
première il 25 novembre del 1926 a Mosca.
Ottima la resa dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino, diretto dal Maestro Igor Dronov.

©️Alice Blangero

Per quanto riguarda scene, costumi e luci, firmate nell’ordine da Ernest Pignon-Ernest, Augustin Maillot e Dominique Drillot sono prevalse linee semplici dai
colori freddi, ma di assoluta efficacia nel focalizzare l’attenzione sull’operato degli amanti e sulle loro vicende.
Vero trionfo con tifo quasi da stadio per tutti i protagonisti, rivelatisi interpreti sublimi e completi a cominciare dagli eccellenti protagonisti Alessandra Tognoloni (Caterina), Francesco Mariottini (Petruccio), Lou Beyne (Bianca), Lennart Radtke (Lucenzio) e Daniele Delvecchio (Gremio) e proseguendo per
tutti i numerosi ballerini della compagnia monegasca che hanno completato il
cast.

Stefano Gazzera

Torino, 9 novembre 2019

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