“LA SPERANZA PIÙ SOAVE…”: INTERVISTA A LEVY SEKGAPANE

Quando ha esordito all’Arena di Verona, qualche settimana fa, ha incanto tutti gli spettatori grazie alla sua musicalità adamantina e ad una sensibilità di fraseggio da autentico fuoriclasse. Lui è il giovane Levy Sekgapane, tenore sudafricano che sta velocemente scalando le vette dell’olimpo della lirica. Abbiamo avuto il grande piacere di poterlo intervistare in queste settimane di ripresa delle attività.

Innanzitutto, come è nato il tuo amore per il canto?
Il mio amore per l’opera è nato quando avevo 10 anni, la mia famiglia era molto musicale e si cantava insieme molto spesso: musica e canzoni religiose che cantavamo in chiesa. Uno dei miei fratelli piu grandi mi ha poi avvicinato al mondo dell’opera e grazie a lui ho iniziato ad appassionarmi a questo genere musicale.

In Sudafrica l’opera ha iniziato a diffondersi solo recentemente e oggi vengono fuori dal paese artisti di grande livello come Pretty Yende e tu stesso: come si è sviluppata la scuola di canto nel tuo paese e come è stato il tuo percorso di studi? 
Il canto è stato da sempre parte essenziale del popolo del Sudafrica: ogni momento della cultura sudafricana e tribale veniva celebrato con canti. Nelle scuole si consiglia da subito ai bambini di entrare in un coro, cosi da imparare da subito la musica e quindi avvicinarsi in futuro alla musica classica ed eventualmente all’opera. Abbiamo avuto molti artisti provenienti dalle comunità bianche che negli anni 50 e 60 sono diventati famosi a livello internazionale, questo ha naturalmente spinto l´interesse a muoversi in Europa dove si esibivano grandi voci come Mimi Cortese, una delle più grandi interpreti venuta fuori dal Sudafrica.

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Sei stato membro per un anno dell’Opera Studio della Semperoper di Dresda: che importanza ha avuto questa esperienza nella tua crescita artistica? 
Entrando a far parte dell’Opera Studio della Semperoper di Dresda ho avuto la fortuna di lavorare con grandi artisti del nostro tempo. Infatti ho potuto partecipare a numerosi masterclass di bravissimi insegnanti e artisti di grande fama e abbiamo lavorato regolarmente su ruoli e repertorio con pianisti fantastici e coach di canto come Daniela Pellegrino, Matteo Pais e Thomas Canthenbach. Durante questo periodo a Dresda ho fatto anche il mio debutto alla Semperoper interpretando il ruolo del Conte di Almaviva nel Barbiere di Siviglia: è stato un momento molto speciale nella mia carriera.

Hai partecipato anche ad importanti concorsi, uno su tutti Operalia nel 2017: consigli ai giovani di fare quest’esperienza e in generale quali sono i consigli che daresti ad un giovane che si avvicina a questo mondo? 
Si, do consigli a giovani cantanti, se mi viene chiesto. Dico sempre a loro di seguire il loro cuore, lavorare duramente e in questo modo tutto farà il suo corso naturale. Riguardo ai concorsi lirici, ho sempre detto loro che non è una cosa facile, perché non tutti sono fatti per questo tipo di competizioni, ma comunque vale la pena di non scoraggiarsi e continuare a provare. Prima di vincere importanti concorsi, ho preso parte ad alcune competizioni senza vincere alcun premio. Questo puó capitare ma non bisogna scoraggiarsi, non é la fine del mondo, basta mettersi di nuovo a lavorare e guardare avanti se si vuole arrivare.

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Rossini rappresenta il capitolo centrale della tua carriera, e in questa stagione avresti dovuto debuttare l’impervio Idreno di Semiramide a Barcellona: quali sono i ruoli rossiniani che vorresti affrontare nel prossimo futuro? 
Si ero pronto e felice di debuttare finalmente Idreno, ruolo che adoro. Spero che recupererò presto questa occasione! Vorrei tanto debuttare alcuni ruoli rossiniani come Corradino nella Matilde di Shabran, Rodrigo in Otello e Giacomo ne La Donna del lago, ma anche Riccardo in Riccardo e Zoraide, nonché altri ruoli del Rossini serio.

Fai parte della young generation di star della lirica, nata nell’era dei social: come ti rapporti con questo mondo e quanto oggi anche l’aspetto social nel costruire il proprio percorso? 
Penso che i social media hanno cambiato totalmente l´intero mondo dell´arte e il nostro settore specifico ne ha potuto approfittare in parte. Amo essere sui social poiché porta veramente gli artisti ad essere più vicini ai fans ed agli amici, possiamo poi postare le nostre performance dal vivo nei teatri e tutti possono seguire ogni passo che facciamo. Quindi ritengo che i social siano stati un arricchimento per il nostro business.

Prossimi impegni 
Un Recital a Palermo con Larry Brownlee, Il turco in Italia all’Hamburg Staatsoper, Il Barbiere di Siviglia alla San Francisco opera (il mio debutto in America), L’Elisir d’amore alla Wiener Staatsoper e  La Cenerentola alla Los Angeles Opera.

Grazie a Levy Sekgapane e In bocca al lupo!

Francesco Lodola

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