ONE MAN SHOW: KAUFMANN GALA A BOLOGNA

In un clima surreale condizionato dall’annuncio dell’imminente chiusura di tutti i luoghi di spettacolo va in scena a Bologna, come fosse un ultimo commiato, il Gala di Jonas Kaufmann, in forma smagliante, al fianco di Clémentine Margaine e del direttore Asher Fisch.

Considerato forse il più grande, o se non altro il più richiesto, tenore al mondo degli ultimi anni, Jonas Kaufmann avrebbe dovuto essere protagonista di un attesissimo concerto nel cuore di una programmazione che sembrava essere ripartita con il piede giusto, nonostante i pesanti condizionamenti dettati dalle normative anti covid-19 che avevano portato il Comunale di Bologna a “trasferirsi” nello storico palazzetto sportivo “PalaDozza”. La rapida evoluzione della curva dei contagi ha invece disgraziatamente suggerito ai nostri governanti di annunciare in modo improvviso lo stop a tutti gli spettacoli facendo sì che un evento già di per sé attesissimo si tramutasse in un vero e proprio saluto finale al pubblico, carico di significato ed emozioni ulteriori. Non ci dilungheremo su questo fatto avendo già espresso il nostro disappunto in modo netto, concentrandoci piuttosto nel provare a raccontarvi una meravigliosa serata di grande musica, perché di ciò si è trattato.

©Casaluci-Ranzi

La serata vedeva, al fianco di Kaufmann, la partecipazione del mezzosoprano francese Clémentine Margaine e dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Asher Fisch. E’ proprio quest’ultima a far risuonare in un palazzetto gremito ma distanziato le prime note, in un’acustica che certamente non è quella di un teatro ma che è stata sufficientemente migliorata da non risultare troppo carente e da abituare presto l’orecchio. 

Si comincia con l’Ouverture de La forza del destino di Giuseppe Verdi, in cui fin da subito Fisch imprime sonorità importanti e sottolinea con efficacia i contrasti timbrici e dinamici di una delle pagine più celebri del compositore bussetano. Il programma prevede poi l’alternarsi e l’unirsi dei due solisti con qualche intervallo di sola orchestra. La prima parte è tutta italiana, con una punta di Verdi e Ponchielli e tanto verismo, da Cilea a Mascagni, passando per Giordano e Puccini. Repertorio tutt’altro che semplice o leggero ma in cui il tenore tedesco è capace, fin dalle primissime battute di calarsi a fondo nella giusta atmosfera con un’impareggiabile personalità e un livello stilistico interpretativo di altissima efficacia emotiva e di assoluta dinamicità. Dalla trasognata e lirica “Cielo e Mar” da La Gioconda, al focoso e drammatico “Improvviso” dell’Andrea Chenier, passando per l’appassionato duetto “L’aborrita rivale” dell’Aida e concludendo con le tinte veriste di “Mamma, quel vino è generoso” dalla Cavalleria Rusticana, la voce si destreggia in continue prodezze di colori e sfumature, con pianissimi e mezze voci da lasciar sospeso il fiato che come raggi di sole attraverso una finestra che si apre, crescono e irradiano la sala proiettandosi in acuti sfolgoranti e luminosi. 

©Casaluci-Ranzi

La seconda parte invece ha anch’essa un tocco di Verdi ma si concentra poi unicamente sul repertorio francese, in cui Kaufmann concede davvero il meglio delle proprie qualità artistiche, musicali, tecniche ed espressive. Superba è la resa di “La vita è inferno all’infelice”, da La Forza del Destino, in cui non una sillaba sfugge senza aver trasmesso una sensazione e il canto legato, morbido, ispirato si fa forte di un fraseggio variegato e comunicativo, fino all’ultima nota, emessa a partire da un pianissimo appena percettibile e culminata in un prodigioso crescendo. Ugualmente intensa ed intimamente toccante l’aria “Rachel, quand du Seigneur” da La Juive di Halévy, un gioiello musicale ingiustamente sottovalutato e a cui l’artista restituisce tutto il suo splendore. Ma è con il finale di Carmen, di Bizet, che la grandezza di Kaufmann emerge nella maniera più assoluta poiché, a conferma di quanto nel mondo già si sa, il personaggio di Don Josè entra in tutto e per tutto, tanto musicalmente quanto scenicamente (anche se in un concerto) nel suo corpo e nel suo animo impadronendosene completamente e trasmettendo attraverso lui con estrema spontaneità ogni più impercettibile caratteristica della sua identità. 

©Casaluci-Ranzi

Ad affiancarlo nelle scene di Aida e Carmen vi è come detto Clémentine Margaine che si esibisce anche da sola in “Acerba Voluttà” da Adriana Lecouvreur e in “Mon coeur s’ouvre à ta voix” da Samson et Dalila. Il timbro è corposo, ricco di armonici e di bel suono, molto accurato il fraseggio e sicuramente l’aria di Saint-Saens riesce ad acquisire quella suggestione che richiederebbe. Purtroppo però la sua prova viene in parte macchiata da un’intonazione non sempre perfetta, e con una certa tendenza di prendere i suoni dal basso. Molto positiva, al netto di qualche piccolezza dettata dai problemi di acustica, la performance dell’orchestra in pagine musicali più e meno celebri, quali gli intermezzi di Manon Lescaut e Cavalleria Rusticana, il “Baccanale” da Samson et Dalila e l’“Aragonaise” dalla Carmen

©Casaluci-Ranzi

Al termine, quasi come nel disperato tentativo di ascoltare quanta più musica fosse possibile entro il fatidico silenzio decretato dal governo e di poter godere quanto più della voce del grande cantante bavarese, il pubblico chiede a gran voce il bis. Basta poco pero’, per sfornarne ben 5, di cui uno, la Seguidille della Carmen, concessa dal mezzosoprano. Jonas Kaufmann, dalla sua, corona la serata con due canzoni, “Non ti scordar di me” e “Tu che m’hai preso il cor” (in tedesco e italiano) e due arie tanto famose quanto impegnative, ovvero “E lucevan le stelle” e “Nessun Dorma”. Inutile forse dire che l’emozione si fa particolarmente viva e palpabile specialmente con le due arie, cantate in modo memorabile e destinate a rimanere impresse nella memoria di chi vi sta scrivendo ma con buona probabilità, di larga parte dei fortunati ascoltatori di questo Gala.

Grigorij Filippo Calcagno

Bologna, 25 ottobre 2020

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Rosaria ha detto:

    Meravigliosamente scritto!! Mi avete fatto piangere!! Avete una penna deliziosa….bellissima!! Augurii !! Grazie infinite …e saluti calorosi da Montreal!

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    1. Che meraviglia. Grazie mille!

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