Il grande artista è colui che riesce a comunicare anche da fermo, è colui che incanala le proprie energie nella sua arte e da essa ne riceve ancora per rigenerarsi ogni volta come una fenice ridotta in cenere. 

Tre erano i grandi artisti della Cavalleria Rusticana che ha aperto in streaming la stagione 2020 del Teatro San Carlo di Napoli, e i loro nomi erano Elīna Garanča, Elena Zilio e Jonas Kaufmann.

Partiamo dalla gigantesca mamma Lucia di Elena Zilio, la quale restituisce la dignità propria a questo ruolo con la somma artisticità della sua interpretazione, così intensa, vissuta, lacerata nell’esprimere il suo sofferente amor materno, e aggiungiamo con una vocalità da far invidia ad una ventenne.

Jonas Kaufmann è uno dei pochi che in meno di una settimana riesce a passare dal poetico Rodolfo della Bohème all’irruente Turiddu con una sapienza stilistica straordinaria. Il suo Turiddu è un uomo immaturo, che vive la vita giorno per giorno, senza troppo pensare alle conseguenze e che esibisce la sua virilità in pubblico e nel rapporto di dominanza con Santuzza e poi la sua fragilità nel dare l’addio alla madre. Anche attraverso lo schermo questo Turiddu che chiede alla mamma “un altro bacio” ci smuove nel profondo.

Elīna Garanča è una Dea che torreggia su tutti, dipanando una Santuzza prodigiosa. Ci rivela che le origini di questo personaggio stanno nella Magna Grecia, erede di figure come Medea . Questa Santuzza così statuaria, così composta e introversa nel suo dolore quando finalmente esplode travolge tutto e tutti con il suo fuoco mediterraneo, in una catarsi psicologica. I suoi sguardi, i pochi gesti, fanno diventare questa piccola donna in una vera eroina da tragedia. La voce poi appare magnifica, e anche i rischi vocali che si prende, come quello di urlare “Bada” e la famosa imprecazione “A te la mala Pasqua, spergiuro”, sono sempre controllati e hanno un effetto vocale e drammatico lancinante.

Accanto a loro le solide prove di Claudio Sgura (Alfio) e Maria Agresta (Lola).

Sul podio il maestro Juraj Valčuha dirigeva con eleganza e vivo senso del teatro, ottenendo un suono maestoso dall’orchestra, rinunciando ai brutti effetti della tradizione, ma mantenendo la luce di questa musica, che ha nell’effetto teatrale e vocale il suo punto di forza. Magnifica la prova del coro del Teatro San Carlo diretto da Gea Garatti Ansini.

Francesco Lodola

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