La Croazia è da sempre terra di voci e terra di passione musicale: fulgidi esempi ne sono Milka Ternina e la sua allieva Zinka Milanov . Il Teatro Nazionale di Zagabria, uno dei più magnificenti edifici della città, testimonia il suo glorioso passato imperiale austro-ungarico. Il complesso architettonico, progettato da due architetti viennesi, Fellner e Helmer, e inaugurato alla presenza dell’Imperatore Francesco Giuseppe nel 1895, è oggi il tempio dell’opera in Croazia.

©Mara Bratoš

La sala dello splendido teatro ci ha ospitato (in streaming) la sera del 16 febbraio per un concerto intitolato Ljubavne Arije, ossia Arie d’amore, un florilegio di pagine di stili diversi e amori diversi. Apriva il concerto l’amore erotico di Don Giovanni, “Deh, vieni alla finestra”, poi si proseguiva con il sacrificio d’amore di Violetta nel duetto con Papà Germont, l’amore disperato di Lenskij di Eugene Onegin (“Kuda, Kuda…”) e infine l’amore tenero e non del tutto corrisposto di Micaëla verso Don José (“Parle-moi de ma mère…”). In mezzo alle pagine d’opera tre romanze da camera di Rachmaninov (“Ja zhdu tebja”, “Ditja! Kak cvetok ti prekrasna” e “Zdes’ horosho”), tre idilli di romanticismo e malinconia.

©Mara Bratoš

Stella della serata era sicuramente il soprano Lana Kos, vera Primadonna, che abbiamo avuto modo più volte di ammirare dal vivo. L’artista si presenta con il fascino di sempre, il dono naturale di saper catturare l’attenzione, la presenza scenica intensa e dominante e un senso del divertimento nel fare musica che si avverte soprattutto quando nel bis si scatena danzando vorticosamente sul palcoscenico. Vocalmente la cantante è alla pari con l’artista: conosciamo la generosità dei mezzi del soprano e apprezziamo la sua crescita continua come fraseggiatrice. Ritroviamo qui la sua Micaëla inconsuetamente espansiva e la sua eccezionale Violetta, dalla toccante umanità, ma scopriamo qui anche la sua abilità di interprete cameristica nel dare ai due piccoli quadretti vocali di Rachmaninov ( “Ja zhdu tebja” e “Zdes’ khorosho”) un canto di vivo sentire e sincera espressività.

©Mara Bratoš

Accanto a lei il baritono Davor Radić e il tenore Tomislav Mužek. Il primo metteva in luce una voce stentorea di bel timbro scuro e una efficace solidità interpretativa sia nei panni di Giorgio Germont che nella pagina di Rachmaninov affidatogli (“Ditja! Kak cvetok ti prekrasna”). Mužek sciorinava un canto di generoso lirismo, grazie ad un timbro di splendido smalto e lodevole limpidezza d’emissione.

©Mara Bratoš

Quarta protagonista della serata la pianista Nina Cossetto, ineccepibile nell’accompagnare i cantanti e dare loro supporto e sostegno. Oltre a questo Cossetto ha fatto anche da presentatrice, conducendo per mano gli spettatori in questo viaggio musicale, raccontando i brani con verve e sapienza.

Al termine un brillante successo e bis danzante sulle note di “Non ti scordar di me”.

Un pensiero riguardo “ARIE D’AMORE CON LANA KOS DAL TEATRO NAZIONALE CROATO DI ZAGABRIA

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